Gangi, acqua di nuovo non potabile. Cittadini stanchi e c’è chi chiede spiegazioni al sindaco

Redazione

Cronaca

Gangi, acqua di nuovo non potabile. Cittadini stanchi e c’è chi chiede spiegazioni al sindaco

Gangi, acqua di nuovo non potabile. Cittadini stanchi e c’è chi chiede spiegazioni al sindaco
08 Dicembre 2018 - 18:47

Con un avviso pubblico il sindaco di Gangi ieri ha informato la cittadinanza che l’acqua proveniente dal servizio idrico comunale va utilizzata dai cittadini, “in via precauzionale … solo per uso igienico sanitario”.

Ciò accade dopo un altro lungo periodo di limitazione dell’uso dell’acqua durata a lungo e conclusasi solo pochi giorni fa.  Il disagio ha determinato diverse lamentele. Tanto che un nostro lettore ha inviato alla nostra redazione il testo di una missiva indirizzata al primo cittadino Francesco Migliazzo nel quale si richiedono spiegazioni circa i problemi che riguardano la rete idrica comunale.

“Da semplice e libero cittadino voglio esprimere le mie perplessità , non disgiunte da un po’ di rabbia , circa il ripetersi di tali situazioni – scrive Nicolò Patti, professore in pensione e già presidente del consiglio del Comune di Gangi -vAppare evidente che il problema della potabilità dell’acqua non rappresenta più un caso eccezionale , ma si ripete. E’ da lamentare l’assenza di qualsiasi informazione al cittadino sulla risultanza delle analisi e sul rischio che corre chi dovesse usarla per uso potabile. Non si capisce poi il significato della formula adottata “in via precauzionale” che in assenza di informazioni utili appare assurda ed incomprensibile , a parte l’effetto dubbio che potrebbe causare sui cittadini circa l’utilizzo o meno”.

“Non voglio qui addentrarmi sulle responsabilità in ordine all’obbligo della tutela della salute pubblica. Non ne ho le competenze – continua Patti – e spero che le autorità preposte siano vigili ed attente. Mi permetto però di richiamare la vostra attenzione su alcuni aspetti che competono all’Amministrazione:
-Sarebbe opportuno e giusto informare i cittadini della natura del problema. Ciò per il principio della trasparenza ed anche al fine di indirizzare correttamente il comportamento degli utenti.
-Dato il ripetersi continuo del problema , credo, sia dovere degli amministratori mettere in atto tutte le soluzioni tecniche atte ad assicurare il normale funzionamento del servizio , che noi cittadini paghiamo in maniera abbastanza congrua. Ove queste soluzioni fossero in cantiere sarebbe opportuno informare.
-In considerazione della peculiarità con cui il servizio idrico viene realizzato nel nostro borgo : non continuo ma a cicli programmati, motivo per cui tutte le utenze sono costrette a fornirsi di vasche di raccolta proprie, cosa bisognerebbe fare quando interviene il nuovo avviso di ritorno alla normalità? Dovremmo provvedere a svuotare dette vasche dell’acqua residua e pulirle ? Naruralmente ove si decida di adottare questa procedura a parte il fastidio, si incorrerebbe in un aggravio improprio della relativa bolletta.
Al Presidente del Consiglio mi permetto di chiedere di portare gentilmente all’ordine del giorno del consiglio questo tema ed in modo particolare di considerare la presente come una interrogazione agli organi amministrativi competenti per materia e rendere pubbliche le risposte ai seguenti interrogativi:
– Le risultanze delle analisi che hanno indotto ad emanare questo avviso
– La spiegazione di cosa si intende o si nasconde con la dicitura “in via precauzionale”
– Se si ritiene bastevole assicurare la salute degli utenti con un semplice avviso generico
– Cosa l’ Amministrazione e gli organi tecnici competenti intendono mettere in atto per evitare che simili disagi ed interruzioni di pubblico servizio ( almeno parziale) si ripetano
– Se si ritiene opportuno risarcire gli utenti del mancato completo utilizzo della materia pagata .
Infine, concluse Patti, se la natura del problema è tale da poter essere nociva per la salute dei cittadini o di categorie di cittadini affetti da particolari patologie , credo che la comunicazione attraverso un avviso scritto, non sia sufficiente., perché è probabile che non raggiunga tutti e soprattutto non garantisce l’immediatezza delle conseguenze da esso scaturente”.

Altre notizie su madoniepress

Autorizzazione del Tribunale di Termini Imerese N. 239/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana

Condirettore Responsabile Michele Ferraro

redazione@madoniepress.it