Emergenza furti: quella tranquillità interrotta

Marianna Lo Pizzo

Cronaca - GANGI

Emergenza furti: quella tranquillità interrotta
I sospetti si concentrano su un uomo o una donna del paese che potrebbero suggerire le case da svaligiare

Emergenza furti: quella tranquillità interrotta

30 Marzo 2019 - 11:12

Le chiavi fuori ad uso del visitatore. Le case abitate e brulicanti di vita. Poi il progressivo spopolamento e le vecchie abitudini cominciarono a sparire, le toppe a girare, le finestre a chiudersi. I ragni hanno scelto anche i buchi delle serrature per farci il nido. Troppi silenzi per le strade di Gangi.

Nuccio è uno di quelli che è rimasto in paese. Da qualche settimana è diventato padre per la seconda volta. “Ho chiesto a mia nonna che non cammina da tempo di accompagnarmi in ospedale, volevo che uscisse di casa, darle un motivo per provare a camminare”. La nonna da molti mesi, dopo un intervento all’anca ha difficoltà a deambulare. Il ritorno è stato amaro. Qualcuno è entrato in casa. Per rubare cosa? Solo la tranquillità!

Nelle comunità che si fanno sempre più strette, più faticose, non ci può essere spazio per il sospetto. Comincia a sgretolarsi l’antica alleanza di chi teneva le porte aperte o apriva la porta senza chiedere chi è. Giri di porta interni. Non aprite a nessuno, state attenti a chi entra in casa, si ripete agli anziani. Loro i più numerosi, i più vulnerabili.

“È ovvio che conoscono le abitudini delle case che scelgono per i furti, quando i miei genitori sono usciti per andare al teatro, l’intera palazzina era vuota”. Marco non ha dubbi quando ci racconta del furto in casa dei suoi genitori sabato sera. La pizza, la compagnia teatrale che prepara una commedia. Queste le distrazioni che non devi goderti per timore di un ingresso non autorizzato? Balcone, vetro, direzione diretta verso il bottino. Roba da professionisti direbbe qualcuno. Non troppo pensa qualcun altro.

I Carabinieri sono a lavoro da tempo e chiedono aiuto alla comunità. Occorre una maggiore attenzione a quello che succede per le strade e segnalare tempestivamente alla locale stazione delle forze dell’ordine ogni movimento sospetto.Qualsiasi piccolo indizio è importante per chiudere il cerchio. Anche fatti registrati in momenti trascorsi, trascurabili all’inizio, potrebbero essere decisivi per individuare la banda che al suo interno, ed il sospetto si fa certezza, ha un uomo o una donna del paese.

Diversi gli episodi che si sono registrati, fra le campagne ed il centro abitato, anche se potrebbe trattarsi di fenomeni diversi, considerato che nelle campagne distanti dal paese ormai da tempo non si registrano furti che invece continuano dentro il centro abitato.

Sono ormai più di 10 gli episodi accertati. La discussione sulla legittima difesa qui ha un eco lontano. Non si pensa a fare del male, è un passaggio remoto dentro i circuiti della vita quotidiana. Si pensa a mantenere integro un sistema di fiducia comunitaria che sopravvive da secoli. La forza rispetto alle città è questa e non può essere messa in discussione. La reciproca conoscenza, il rispetto per i propri piccoli tesori, per i ricordi che sono legati ad essi, per la vita che si fa fatica ma anche condivisione. Le porte a Gangi, devono continuare a rimanere aperte.

Altre notizie su madoniepress

Autorizzazione del Tribunale di Termini Imerese N. 239/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana

Condirettore Responsabile Michele Ferraro

redazione@madoniepress.it