“A Gangi la politica è morta”, lettera aperta di Nicola Patti

Redazione

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“A Gangi la politica è morta”, lettera aperta di Nicola Patti
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“A Gangi la politica è morta”, lettera aperta di Nicola Patti

25 Luglio 2019 - 15:06

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Nicola Patti, già presidente del Consiglio del Comune di Gangi

 

Caro Condirettore
Ho letto il tuo editoriale sul comunicato stampa di Siamo Gangi (LEGGI QUI L’EDITORIALE). I concetti espressi hanno una loro logica coerenza. La politica a Gangi , come mi ha detto un cittadino mentre chiaccheravamo , è morta. E quella che si realizza è impregnata di contraddizioni ed anche pochezza. Sono del parere che la decisione di dimettersi dei sei consiglieri prima di tutto sia stato dal punto di vista politico un errore strategico . Se avessero considerato meglio l’aspetto politico avrebbero scoperto che, dati i numeri in consiglio, avrebbero potuto avere un ruolo di protagonisti . Incomprensibile la loro decisione. Come incomprensibile è tuttora la causa vera della crisi e della spaccatura in seno al gruppo. Aggiungo che a me appare pure incomprensibile la scelta di aver fatta emergere la crisi tramite la mozione di sfiducia al Presidente .Se si fosse guardato alla politica nella sua essenza, si sarebbe scelta la strada del dibattito in consiglio ed anche fuori del consiglio. Tutto è avvenuto in maniera incomprensibile e con poca o nulla trasparenza. L’unica causa che appare evidente è la gelosia sui ruoli tra i protagonisti principali. Ma mi rifiuto di pensare che questa sia l’unica vera motivazione .
Al punto in cui siamo il panorama politico amministrativo di Gangi non appare molto cambiato. Abbiamo una giunta scaturita dal voto popolare , che ha consentito di raggiungere il quorum, in cui almeno due componenti rappresentano una perfetta continuità ed è composta dai consiglieri fedeli al sindaco.
Ciò che sembra per ora emergere in questo campo è la formazione di due gruppi apparentemente alternativi tra loro . Potremmo quindi dire che il deserto politico amministrativo sia finito e che si siano gettate le basi per una competizione elettorale questa volta senza lista unica. E c’è anche chi in questo quadro vorrebbe distinguere il nuovo dal vecchio. Credo che anche tu in qualche modo cedi a questa distinzione, quando sottolinei che “c’è superficialità nel far credere che i tanti problemi di lunga data riguardanti Gangi siano responsabilità della giunta insediatasi qualche mese fa.”
No , non è così . A mio giudizio le ultime vicende non mostrano il nuovo ed il vecchio, mostrano solamente il fallimento di un progetto e di un sistema cui sia i consiglieri dimissionari sia i componenti della giunta attuale hanno fatto parte insieme. Tifare per l’una o l’atra parte, dare ragione o torto all’una o all’altra non ha senso e dimostrerebbe ulteriormente che la politica a Gangi è morta.
Per resuscitarla occorrono idee progetti uomini e donne nuovi.
Non so se ciò sarà possibile a Gangi, ma se si vuole scrivere una pagina nuova bisognerà pensare a qualcosa che vada oltre l’attuale panorama anche per poter introdurre modi e contenuti nuovi nel campo amministrativo, di cui c’è tanto bisogno per tentare di arginare la crisi economica sociale demografica che investe il nostro territorio.
Il mio auspicio è che a partire da questa considerazione si sviluppi nella nostra collettività una discussione che faccia rinascere la politica che dovrà essere fatta di confronti su idee diverse ed anche contrapposte, se vogliamo evitare il ristagno che ha dimostrato la mancanza di confronto ed opposizione dell’ultima tornata elettorale. Lancio perciò un appello , soprattutto ai giovani , perché si vogliano rendere protagonisti di questa nuova Agorà . Ed è per questo caro condirettore che ho voluto trasmettere a te ed al tuo giornale queste mie considerazioni. Consapevole che gli organi di informazione on line possano e debbano avere questo ruolo: non solo di riportare la cronaca dei fatti , ma di stimolare il dibattito più ampio possibile. 

Nicola Patti

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