Acqua non potabile, Domina punta il dito sull’amministrazione Migliazzo

Redazione

Politica - Gangi

Acqua non potabile, Domina punta il dito sull’amministrazione Migliazzo
Le accuse dell'ex presidente del Consiglio Comunale

Acqua non potabile, Domina punta il dito sull’amministrazione Migliazzo

27 Dicembre 2019 - 17:46

“Acque destinate al consumo umano non potabili, a Gangi è emergenza. Nelle case dei gangitani da alcuni giorni, ma forse da settimane (le ultime analisi erano state fatte tempo addietro) dai rubinetti sgorga acqua qualitativamente non potabile e ricca di “ferro e alluminio”. Un problema cronico che si ripete da due anni che causa disagi a cittadini ed esercizi commerciali. “Oramai con cadenza periodica si ripresenta il problema – denuncia l’ex presidente del Consiglio Comunale Roberto Domina – mi chiedo se l’amministrazione Migliazzo ha posto in essere tutti gli atti necessari compreso l’adeguata informazione sulla distribuzione di acqua non potabile a tutta la cittadinanza, voglio ricordare che le persone anziane non hanno modo di fruire dei nuovi mezzi di comunicazione vedi facebook spesso utilizzati dall’amministrazione per informare la cittadinanza. L’amministrazione Migliazzo ha mostrato, come è accaduto in altre vicende, improvvisazione e inadeguatezza di fronte a un problema che potrebbe toccare la salute di centinaia di cittadini, e non è un ingiustificato allarme quello che serpeggia nell’opinione pubblica, la mia è una battaglia di civiltà tutti i cittadini devono poter usufruire di acqua potabile nelle loro case, più volte e continuamente le concentrazioni di minerali sono risultate superiori al valore previsto, chiedo che vengano presi i provvedimenti del caso e che venga distribuita acqua”.

“Un problema che riguarda i cittadini ma anche gli esercizi pubblici, bar, panifici, ristoranti, pizzerie e scuole dove sicuramente per giorni è arrivata acqua inquinata senza che venissero informati, una vicenda simile accade solo nei paesi del terzo mondo – prosegue Domina – Si tratta di una lesione palese non solo del diritto a essere correttamente informati ma è anche uno schiaffo a chi regolarmente paga le bollette del servizio idrico”.

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