Cronaca

Viadotto Himera, l’assessore Falcone: “Pronti a chiedere i danni”

Continua la “telenovela” del viadotto Himera. Per l’opera che doveva essere consegnata lo scorso settembre e che invece è slittata al 30 aprile 2020, è stata chiesta la nomina di un commissario ad acta come fatto per Genova. Sembra infatti poco probabile la consegna dei lavori, rimangono soltanto 3 mesi e mezzo. Ad intervenire oggi è l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone. “L’impegno preso da Anas indicava il mese di aprile 2020 come data di apertura del ponte e noi confidiamo nel senso di responsabilità dell’azienda di Stato” dice a BlogSicilia l’assessore Falcone, che aggiunge “i siciliani chiedono rispetto e un trattamento paritario a quello di altri parti d’Italia”. Poi la stoccata a Roma: “Siamo pronti a chiedere sia un risarcimento per i disagi patiti dai cittadini e dal sistema produttivo siciliano che, al Governo nazionale, misure di ristoro sul modello di quanto sta avvenendo in Liguria”.

I lavori sul viadotto, proseguono, ma a rilento. E pensare che l’opera doveva essere ultimata in 16 mesi. Invece sono passati quasi 5 anni. I materiali per la costruzione del viadotto sono arrivati e il montaggio è stato affidato all’impresa di costruzioni metalliche Icm&Eng di Agrigento. Sulla vicenda ieri è intervenuta anche la Cisl Sicilia con un post su Twitter. “270 metri che sembrano un abisso tra Sicilia e Italia, in quella vergogna che è il viadotto Himera. Quasi 5 anni da quel 10 aprile 2015, 1734 giorni, e ancora niente. Ha ragione Marco Falcone: serve pari trattamento Sicilia-Liguria. Il governo Musumeci alzi la voce a Roma”. Il sindacato guidato in Sicilia da Sebastiano Cappuccio, sul proprio sito ha inserito un contatore che scandisce il tempo passato da quel 10 aprile 2015.

L’ennesimo ritardo sulla consegna dei lavori, sembra essere dovuto ad un ulteriore movimento della frana di Caltavuturo, la stessa che ha causato il cedimento del basamento del pilone e di conseguenza, del viadotto Himera. A complicare però i lavori un altro problema, la posa in opera del ponte era stata prevista dall’alto verso il basso. Adesso invece è stata invertita e, questo, costringe alla realizzazione di un basamento di lavorazione.

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