Turismo rurale a “km 0”: “Così apriamo le porte di casa nostra ai visitatori”

Marianna Lo Pizzo

Cronaca - Borgo Verdi

Turismo rurale a “km 0”: “Così apriamo le porte di casa nostra ai visitatori”
Un posto a tavola e un orto aperto a tutti. Così la famiglia Lodico vive in fattoria a Borgo Verdi

Turismo rurale a “km 0”: “Così apriamo le porte di casa nostra ai visitatori”

03 Febbraio 2020 - 14:52

Un posto a tavola e un orto aperto a tutti. Così la famiglia Lodico vive in fattoria a Borgo Verdi. Rosa, Saro e il piccolo Francesco che insieme al resto della famiglia, puntano al turismo rurale aprendo le porte di casa loro.  Il turismo rurale spesso viene ancora confuso con il turismo agricolo, ma Rosa tiene a sottolineare che le due cose non coincidono più. Alla base del turismo rurale c’è sì la campagna, ma al centro di un’esperienza davvero unica nel suo genere.

Contro la frenesia di tutti i tempi e il caos metropolitano, esiste una fattoria dove è possibile coltivare il proprio filare di ortaggi e perfino pranzare con prodotti davvero a “km 0“, diremmo al massimo qualche centinaio di passi. “Tutto quello che viene consumato all’interno della fattoria è prodotto da noi, dal pane alle verdura, dalla carne alle uova, in particolare i maiali nascono e crescono in fattoria”. E dire che Rosa è cresciuta affacciandosi ogni mattina al mare di Siculiana, prima che l’amore la portasse con Saro sulle Madonie e precisamente a Borgo Verdi, un piccolo villaggio di case tra Petralia Soprana e Gangi, in aperta campagna.

“Quando Francesco dorme io mi occupo di leggere e di scrivere, mi occupo dei canali di comunicazione dell’azienda di famiglia e proprio così mi sono imbattuta nella pratica dell’home restaurant che in alcune parti d’Italia è una prassi, ma da noi poco conosciuta. Ho deciso così di aprire le porte di casa mia”. Non si tratta di un ristorante è bene sottolinearlo, Rosa spiega che l’iniziativa è nata dal suo desiderio di promuovere la convivialità tra persone che non si conoscono “ perché alla base deve esserci un forte sentimento di fiducia che ormai sembra un valore perso nel nostro tempo ”

Non ci sono piatti speciali da novelle cuisine, quello che Rosa cucina per gli ospiti sono i piatti della tradizione siciliana o con una rivisitazione che al massimo dipende dalla disponibilità dell’orto e della fattoria. “Siamo abituati a produrre le materie prime senza utilizzo di sostanze chimiche, i nostri prodotti sono affidabili, sicuri e genuini. E questa genuinità, che è anche espressione di un territorio, vogliamo portarla a tavola tra un primo e un secondo, arrivando anche al dolce. Le conversazioni con persone di passaggio che vivono una vita diversa e differente sono quelle che arricchiscono di più. C’è uno scambio autentico in cui crediamo molto”.

Rosa e Saro insieme alla loro famiglia hanno creato un piccolo paradiso in cui è possibile trascorrere del tempo prezioso e riassaporare i sapori perduti. Francesco, il piccolo di casa dagli occhi azzurro cielo siede composto a tavola, conosce gli ospiti, è aperto al mondo e nemmeno a dirlo, adora giocare all’aria aperta e a contatto con tutti i numerosi animali della fattoria. Il più famoso? Ovviamente Ernesto, il capofamiglia dei numerosi maialini che è possibile visitare durante il tour nella fattoria prima di pranzo. Siamo pronti per dividere il pane, fatto in casa dalla mamma di Saro, e mangiare. Perché, come dice un antico detto africano, se dividi il pane con un uomo, questo non potrà mai farti del male.

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