Che figuraccia! Le Madonie disertano l’incontro sulle Zone Franche Montane

Michele Ferraro

Editoriale - Chi c'era e chi non c'era

Che figuraccia! Le Madonie disertano l’incontro sulle Zone Franche Montane
Assenti Sosvima, Unione dei Comuni e 10 sindaci su 16

Che figuraccia! Le Madonie disertano l’incontro sulle Zone Franche Montane

12 Febbraio 2020 - 19:21

C’era il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè che dal Palazzo dei Normanni di Palermo, sede del più antico parlamento d’Europa, ha lanciato un segnale chiaro a Roma: “E’ necessario che il Parlamento nazionale approvi subito la legge voto sulle Zone franche montane, che l’Ars ha esitato a dicembre scorso. Una norma che prevede agevolazioni fiscali per i comuni montani siciliani, pensata per creare in questi ultimi nuove condizioni di sviluppo. Il futuro delle aree di montagna è nelle mani dello Stato e tutti ci dobbiamo impegnare, io per primo, affinché il Parlamento dia il via libera alla norma approvata da Sala d’Ercole”.

C’era il vice presidente dell’Assemblea Regionale Sicilia, onorevole Angela Foti, che ha seguito con attenzione l’iter parlamentare per l’approvazione della norma sulle Zone Franche Montane esitata all’ARS.

C’erano, al tavolo dei relatori, il docente universitario di economia Riccardo Compagnino, considerato fra i massi esperti siciliani di finanza pubblica; l’avvocato Angelo Cuva ed il sindaco di Ventimiglia di Sicilia Antonio Rini. C’era Filippo Marciante, componente della Commissione Paritetica Stato-Regione e l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Totò Cordaro.
C’erano anche circa 80 sindaci, o loro delegati, fra cui i rappresentanti madoniti dei comuni di Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana e San Mauro Castelverde, Alia e Valledolmo.

Non c’era invece nessun rappresentante dei comuni di Alimena, Bompietro, Blufi, Caltavuturo, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana e Pollina. Non c’erano i rappresentanti di Sosvima e dell’Unione dei Comuni.

Assenti ingiustificati. I signori sindaci, se altrimenti impegnati, avrebbero potuto mandare dei delegati, come in tanti hanno fatto. I rappresentanti degli enti di area vasta avrebbero potuto fare altrettanto. L’impressione che si ha fin dall’inizio di questa battaglia (e che si va fortificando con il passare del tempo) è che taluni si ostinano a dare un’etichetta personale alla battaglia sulle Zone Franche Montane, vivendo con fastidio il successo del comitato e, diciamolo chiaramente, del suo principale animatore, Vincenzo Lapunzina.

Qui non si tratta di mero presenzialismo, non era, quella di ieri, la “processione del Paese”, appuntamento utile a sfoggiare l’abito buono, la fascia tricolore ed una unità territoriale di sola apparenza. Le assenze di ieri potevano costare caro. E se dagli altri territori montani della Regione, ben più lontani da Palermo rispetto alle Madonie non fosse arrivato nessuno? Se, come legittimo attendersi, nel primo e principale appuntamento ufficiale dopo l’approvazione all’ARS della legge sulle Zone Franche Montane, fosse toccato alle Madonie dare dimostrazione di presenza ed attenzione su un tema per altro sollevato proprio da cittadini di questo territorio e poi esteso ad altre aree della Regione? Ci saremmo trovati di fronte ad una sala semivuota ed alle conseguenti conclusioni della politica regionale!

Meno male che c’era, ad esempio, il Sindaco di Roccafiorita Concetto Orlando, che si è svegliato ancor prima dell’alba, si è messo in macchina ed ha percorso 600 km, 7 ore di macchina, pur di essere presente è lanciare dal palco della Sala Gialla il grido di dolore dei suoi 186 concittadini.

E’ questo i vero dramma delle Madonie, avere una classe dirigente che da anni fa finta di nulla. Che si ostina raccontare la favola del “modello virtuoso”, dell’esempio da seguire. Davvero ormai costoro non si rendono conto di essere predicatori nel deserto.

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