“Zone Franche Montane vitali per la sopravvivenza di 132 comuni siciliani”

Redazione

Cronaca - L'incontro all'Ars

“Zone Franche Montane vitali per la sopravvivenza di 132 comuni siciliani”
Ma nessuna misura può essere introdotta se non si approva uno schema di norme di attuazione

“Zone Franche Montane vitali per la sopravvivenza di 132 comuni siciliani”

10 Febbraio 2020 - 19:01

“Le zone franche montane sono vitali per il futuro degli operatori economici dei 132 Comuni e che sono insediati oltre i 500 metri sopra il livello del mare”. Così ha dichiarato Vincenzo Lapunzina, coordinatore delle Zfm al tavolo tecnico che si è tenuto presso la sala Piersanti Mattarella a Palazzo dei Normanni. Erano presenti oltre 80 sindaci delle Zfm. La legge della Regione Siciliana sulle Zone Franche Montane risponde alle necessità dei territori montani siciliani prevedendo una fiscalità di sviluppo per tutte le iniziative imprenditoriali esistenti o che si insedieranno in quei territori. Le agevolazioni rientrano sia nelle prerogative dello Statuto siciliano sia nelle previsioni degli articoli 174 e 177 del Trattato sul finanziamento dell’Unione europea. Si tratta di un intervento di politica economica che anche indirettamente non mancherà di irradiare i suoi effetti positivi anche in altri territori dell’Italia e che contribuirà a creare un sistema economico nazionale più solido in grado di reggere la concorrenza.

“Le zfm sono vitali per gli oltre 490 mila resilienti delle aree montane della Sicilia – dice Lapunzina – Rivendichiamo con determinazione il diritto di risiedere in montagna. Stato e Regione Siciliana devono immediatamente rispondere con atti concreti al grido d’allarme lanciato trasversalmente nel tavolo operativo di oggi. Entro i prossimi 15 giorni – ha concluso Lapunzina – occuperemo un altro luogo e non ci sposteremo fino a quando non otterremo risposte esaurienti corredati da atti”.

Nel corso del dibattito, sono intervenuti, tra gli altri Riccardo Compagnino, Angelo Cuva e Antonio Rini e il giornalista Francesco Mercadante che ha moderato il tavolo tecnico. Presente la Vice Presidente dell’Assemblea Regionale Angela Foti. In aula, oltre ai sindaci, i senatori del M5S Antonella Campagna, Fabrizio Trentacoste e Pietro Lorefice, i deputati pentastellati Filippo Perconti e Rosalba Cimino e l’onorevole Alessandro Pagano della Lega Sud. Nel corso dei lavori, l’avvocato Filippo Marciante, componente della Commissione Paritetica Stato-Regione, ha dato la disponibilità a nome di tutta la Commissione paritetica, regionale e statale, ad attenzionare il problema e ad incontrare una delegazione del comitato e dei Sindaci.

Il Governo Regionale si è espresso con le parole dell’assessore Toto Cordaro, delegato all’incontro dal Presidente della Regione Nello Musumeci. Dalle sue parole è emerso che il Governo Siciliano è accanto al Comitato e ai sindaci e auspica che il percorso legislativo si definisca nel più breve tempo possibile, in quanto le rivendicazioni sono coerenti col programma di Governo. Approvare le Zfm non è un percorso facile: serve ancora approvare il nuovo schema di attuazione dello Statuto che regola i rapporti finanziari tra Stato e Regione e fare approvare a livello nazionale la legge voto dell’Ars.

“Nel mondo esistono 2.700 Zone economiche speciali – ha spiegato Angelo Cuva, docente universitario di Diritto Tributario -. L’Italia parte tardi con la prima legislazione in tal senso che è del 2017. Per capire come la regione possa muoversi in questo ambito serve fare un inquadramento sistematico di questo tipo di misura all’interno delle norme di attuazione e dei limiti imposti dalle normative comunitarie sugli aiuti di Stato”.

“Nessuna misura può essere introdotta con facilità se non si approva uno schema di norme di attuazione che è pronto e che contiene una norma specifica sulla fiscalità. Senza questo passaggio tutti i discorsi restano teorici e questa è una volontà politica”, ha evidenziato Cuva. “La legge presentata prevedeva che l’eventuale dazione di danaro sarebbe scattata solo dopo l’approvazione dello schema di attuazione – ha spiegato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, nel corso del suo intervento – Già questo fa capire che senza le norme di attuazione non si può approvare. Sono anche pronto ad andare a Roma per chiedere l’approvazione della legge”, ha concluso il presidente.

“E’ necessario che il parlamento nazionale approvi subito la legge voto sulle Zone franche montane che l’Ars ha esitato a dicembre scorso. Una norma che prevede agevolazioni fiscali per i comuni montani, al fine di evitare un ulteriore spopolamento delle oltre 130 aree interne con meno di 15 mila abitanti e a 500 metri sul livello del mare, e crearvi nuove condizioni di sviluppo – dice il presidente dell’Ars Micciché – Il futuro delle aree di montagna è nelle mani dello Stato e tutti ci dobbiamo impegnare, io per primo, affinché il parlamento dia il via libera alla norma approvata da Sala d’Ercole”.

I portavoce M5S a più livelli istituzionali hanno ribadito oggi a Palermo la necessità dell’applicazione della norma che prevede sgravi fiscali e applicazione di fiscalità di vantaggio per i Comuni siciliani che ricadono nelle zone montane. “Abbiamo fortemente voluto che la norma non fosse espressione di partito – ha spiegato la vice presidente dell’Ars Angela Foti – e che fosse un atto della Commissione, considerandola una sorta di legge di iniziativa popolare. In questo momento l’atteggiamento della politica deve essere costruttivo, partendo dall’onestà di riconoscere al governo centrale una serie di iniziative che vanno incontro alle esigenze delle famiglie dei Comuni e delle imprese. Vanno certamente sanate situazioni assolutamente spiacevoli tra i quali l’Imu agricola per i comuni montani, che è stata una vera e propria mannaia dell’allora governi Renzi che oggi grava sul bilancio dei comuni, dato che gli agricoltori giustamente non hanno la possibilità di pagare. Ovviamente occorre colmare la mancanza di ascolto tra le amministrazioni locali, la Regione e il governo centrale. Regione e parlamento siciliano però diano l’esempio e facciano riforme utili a snellire la burocrazia e a normare in maniera organica con testi unici su rifiuti, consorzi di bonifica e riforma della macchina amministrativa”.

Ha parlato dell’importanza del ruolo dei primi cittadini siciliani la deputata M5S dell’Ennese Elena Pagana: “I sindaci – ha sottolineato Pagana – sono i veri promotori di un disegno di legge fatto su misura delle esigenze che vivono i territori montani della Sicilia. Proprio io che vengo da Troina, un comune dell’entroterra tra le alture ennesi, sono perfettamente a conoscenza delle difficoltà di chi vive e amministra un territorio così periferico dal punto di vista infrastrutturale. Voglio ringraziare i primi cittadini e li invito a non perdersi d’animo per via dei passaggi burocratici necessari per portare avanti un modello che serve ad evitare lo spopolamento e a favorire quelle buone pratiche e le fiscalità di vantaggio per dei territori che logisticamente hanno minori possibilità di collegamento con i grandi centri. Invito pertanto i sindaci siciliani a non scoraggiarsi perché da parte delle istituzioni regionali e del governo centrale, l’attenzione sulle zone franche montane è massima”.

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