Raddoppio ferroviario, sei anni per dodici chilometri di linea non bastano

Redazione

Cronaca - Trasporti

Raddoppio ferroviario, sei anni per dodici chilometri di linea non bastano
Reiterati ritardi si registrano nella realizzazione del doppio binario della tratta Cefalù Ogliastrillo – Castelbuono, lungo la litoranea Palermo-Messina

Raddoppio ferroviario, sei anni per dodici chilometri di linea non bastano

21 Giugno 2020 - 10:38

Il Comitato Cittadino “Cefalù-Quale ferrovia” e il Comitato Pendolari Sicilia si appellano al Presidente della Regione Nello Musumeci, all’Assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone ma anche ai responsabili di Rfi, Italferr e al sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina per sottolineare “i reiterati e ormai inaccettabili ritardi che si registrano nella realizzazione del doppio binario della tratta Cefalù Ogliastrillo – Castelbuono, lungo la litoranea Palermo-Messina, i cui lavori sono tuttora pressoché fermi, fin dallo stop determinato dalla pandemia da Covid 19”.

Un’opera questa di poco più di dodici chilometri appaltata nel 2012, grazie ad un finanziamento iniziale di 540 milioni di euro, i cui lavori sono stati aggiudicati alla Toto Costruzioni Generali e consegnati nel 2014, ma tuttora costellati da continui “stop and go dell’impresa appaltatrice – si legge nella nota dei due comitati – e il silenzio assoluto sul progetto esecutivo della “variante” relativo al ridimensionamento della nuova “fermata” in sotterranea di Cefalù, con la prevista soppressione della galleria di sfollamento con imbocco-sbocco su via Antonello da Messina”.

Nella nota viene inoltre sottolineato che i lavori di cantiere, in tutti questi anni, sono stati limitati alla realizzazione degli imbocchi e a poche centinaia di metri di penetrazione di alcune gallerie mentre, “sono stati installati una serie di alloggi prefabbricati per alcune centinaia di posti letto, che lasciano presagire l’impiego massiccio di manodopera esterna, in barba alla nota disoccupazione locale e del circondario madonita”.

“Non stiamo qui a elencare i danni prodotti alla collettività da questi ritardi – concludono i presidenti dei due comitati Enzo Cesare e Giacomo Fazio – compreso quello arrecato ai pendolari, e non stiamo a chiederci a chi sarebbero giovati o potrebbero giovare tali ulteriori ritardi e da chi presumibilmente sarebbero assecondati”.

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