Rifiuti nucleari, le Madonie dicono “no”: “Difendiamo la salute dei cittadini”

Redazione

Cronaca - La protesta

Rifiuti nucleari, le Madonie dicono “no”: “Difendiamo la salute dei cittadini”
Associazioni, comitati e istituzioni locali si sono incontrati virtualmente per organizzare la mobilitazione del 6 Marzo

Rifiuti nucleari, le Madonie dicono “no”: “Difendiamo la salute dei cittadini”

13 Gennaio 2021 - 13:11

Primo incontro pubblico per costruire la mobilitazione del 6 marzo contro il deposito nazionale di rifiuti radioattivi in Sicilia. Cento siciliani in rappresentanza di associazioni, comitati e istituzioni locali si sono collegati alle 16 sulla piattaforma telematica, mentre diverse migliaia hanno potuto seguire la diretta su Facebook. All’incontro, organizzato dal Collettivo di ecologia politica di Palermo, sono intervenuti i comitati popolari “Mai rifiuti radioattivi delle Madonie, di Trapani e di Butera”, zone interessate dalla possibile costruzione del deposito di scorie, il presidente dell’Unione dei Comuni madoniti, il Sindaco di Bompietro, quello di Alcamo, di Caltanissetta, di Resuttano, di Marianopoli, il Presidente dell’ente Parco delle Madonie, diversi attivisti di comitati siciliani per la difesa del territorio, singoli cittadini e associazioni come Wwf Sicilia Nord occidentale, A Sud Sicilia, Extinction Rebellion Palermo – Sicilia, Plasticfree (Palermo), Si Resti Arrinesci, Palma Nana, Ecomuseo Mare Memoria Viva, Comitato salviamo l’Oreto, Comitato Cittadino Vulcania Ambiente, Aps Amunì Calatafimi, Antudo. L’analisi condivisa è che “la costruzione del deposito di scorie non rientra minimamente nella vocazione e nelle caratteristiche della Sicilia; che, più in generale, l’idea di selezionare un unico territorio in cui raccogliere tutti i rifiuti speciali d’Italia sia da contestare con ogni mezzo”.

In molti, soprattutto i membri dei comitati e alcuni tecnici, hanno elencato le ragioni specifiche del No al deposito a Butera, Trapani, Calatafimi-Segesta e nelle Madonie. Fra le tante l’elevata sismicità dell’Isola, la vocazione agricola e turistica dei territori, la vicinanza a Parchi naturalistici o ad aree archeologiche. L’evento si è tenuto online a causa delle restrizioni riguardo gli spostamenti all’interno della regione in zona arancione.

“La notizia dell’individuazione di quattro aree in Sicilia idonee alla costruzione del deposito ci pone davanti alla necessità di mobilitarci. L’incontro è stato un primo momento in cui programmare le prossime mosse. Si è costituito un coordinamento regionale permanente che lavorerà alla costruzione di una manifestazione giorno 6 marzo – data di scadenza delle consultazioni e delle controdeduzioni presentate dalle istituzioni locali e regionali – a Palermo, davanti l’Ars”, dice Tiziana Albanese del comitato Mai depositi radioattivi Madonie.

“Il nostro è un no unanime al deposito nazionale di rifiuti nucleari. Peraltro proprio la zona di Butera, Licata e Gela è fra le più inquinate della Sicilia per la presenza di trivelle e del polo petrolchimico. Qui, come a Scicli, Milazzo e nel quadrilatero della morte Augusta-Priolo-Melilli-Siracusa, servirebbero opere di bonifica, non di certo un nuovo ecomostro”, continua Marco Castrogiovanni del Comitato Mai depositi radioattivi di Butera. Conclude Massimo Fundarò di Mai depositi radioattivi in provincia di Trapani: “Lavoreremo affiancati da tecnici ed esperti per presentare le ragioni del No al deposito a Trapani e a Calatafimi-Segesta. Contemporaneamente ci impegneremo a rafforzare il coordinamento regionale che si è creato. Siamo un fronte unico contro il deposito, per la difesa del nostro territorio e della salute di chi lo abita”.

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