Lavorare da remoto al Sud: Castelbuono tra i primi comuni a firmare l’intesa

Redazione

Cronaca - South working

Lavorare da remoto al Sud: Castelbuono tra i primi comuni a firmare l’intesa
Tutto è partito dall’iniziativa di un gruppo di volontari e smart worker castelbuonesi e il Ccn Castelbuono

Lavorare da remoto al Sud: Castelbuono tra i primi comuni a firmare l’intesa

21 Febbraio 2021 - 08:57

Lavorare da remoto, tra il mare e le cime più incantevoli delle Madonie, all’interno dei principali monumenti che raccontano la storia della comunità castelbuonese, oggi tra le più dinamiche di Sicilia. Spazi funzionali, pause pranzo gourmet, strutture ricettive in convenzione e una grande varietà di attività per il tempo libero per scoprire un territorio davvero straordinario dal punto di vista naturalistico e culturale. Tutto questo tra pochi giorni sarà realtà grazie all’offerta integrata proposta da “South Working Castelbuonoe che ha fatto del borgo medioevale siciliano uno dei primi presidi in Italia riconosciuto dall’Associazione South Working – Lavorare dal Sud.

Tutto è partito dall’iniziativa di un gruppo di volontari e smart worker castelbuonesi e il Ccn Castelbuono, con il supporto di Comune e Istituzioni culturali locali. “A Castelbuono, – spiegano gli ideatori – per via della sua posizione geografica e del suo fermento socio-culturale, la qualità della vita è eccellente. Lavorando in smart working non abbiamo avuto alcun disagio, riuscendo a raggiungere un’elevata produttività e ad essere felici. Per questo abbiamo pensato che lavorare da Castelbuono fosse un’esperienza da vivere e condividere: abbiamo quindi maturato l’idea di creare un sistema locale integrato indirizzato ai futuri south worker e a tutti coloro che vogliano svolgere il proprio lavoro a distanza in questo meraviglioso angolo di Sicilia”.

L’emergenza da Covid-19 ha comportato dei mutamenti nella società e nel mondo del lavoro che resteranno tali anche quando ci lasceremo alle spalle questo periodo. Tra questi c’è sicuramente l’esplosione del lavoro da remoto con la possibilità che esso diventi un’occasione di rilancio dei territori, soprattutto quelli del meridione d’Italia, grazie al controesodo della fuga dei cervelli. Questo fenomeno è stato studiato dall’Associazione South Working – Lavorare dal Sud, composta da giovani professionisti, manager e accademici. L’obiettivo, partendo dalle agevolazioni inserite nel decreto Crescita 2019, è quello di sottoporre al legislatore proposte per far riconoscere migliori condizioni contrattuali a chi usufruisca di questa nuova modalità lavorativa per una nuova opportunità di rilancio economico e sociale d’Italia, partendo proprio dalle regioni del Mezzogiorno.

Castelbuono diventerà così uno dei primi laboratori attivi di South Working con un sistema di offerte e servizi nato da un’intesa tra pubblico e privato, grazie al coinvolgimento delle maggiori attività commerciali del comune siciliano, consorziate nel Centro Commerciale Naturale. Così, dall’impulso iniziale di alcuni volontari, volto al coordinamento e all’utilizzo delle risorse già esistenti, nasce un’intesa siglata tra il Comune di Castelbuono, le Istituzioni culturali ed economiche locali e l’Associazione South Working – Lavorare dal Sud.

“South Working Castelbuono” vuole essere un modello volto ad accogliere il lavoro agile di ogni professionista: da chi ha dovuto lasciare questo stesso territorio per trasferirsi nelle città metropolitane del Nord, a chi ancora non conosce questo splendido borgo medievale ai piedi delle Madonie e a soli 15 minuti dal mare blu della costa tirrenica siciliana. Il sito web sw.ccncastelbuono.com raccoglie in modo integrato tutti gli elementi necessari per permettere agli utenti di pianificare il proprio South Working a Castelbuono: gli spazi di co-working all’interno di edifici storici e poli museali (Castello, Chiostro di San Francesco, Casa Speciale), un sistema di connessione WiFi avanzato offerto da Fiber Telecom, bellissime strutture ricettive dove pernottare, ottimi ristoranti per la pausa pranzo e molte idee per il tempo libero.

Il co-working San Francesco dispone di 8 postazioni ed è aperto e pronto ad ospitare momentaneamente 4 lavoratori “smart” (nel rispetto delle normative anti Covid), mentre gli spazi del Castello e di Casa Speciale destinati al co-working verranno attivati in occasione della conferenza stampa di presentazione che coinvolgerà l’Associazione South Working – Lavorare dal Sud e le Istituzioni locali. Castelbuono è famosa anche per il senso di ospitalità e di accoglienza dei suoi abitanti e attraverso questo progetto si mostrerà ancora di più come centro siciliano di eccellenza in grado di dare nuove opportunità a chiunque abbia voglia di costruire nella terra di Sicilia il proprio avvenire: il tutto in modo più attrattivo e innovativo, creando opportunità di sviluppo sostenibile ed incentivando una contaminazione culturale e professionale che avrà certamente un impatto positivo sulla crescita dell’intera comunità.

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