Lentini scrive all’Ars: “Vaccinare subito i diabetici e i malati di tumore”

Redazione

Regione - La proposta

Lentini scrive all’Ars: “Vaccinare subito i diabetici e i malati di tumore”
L’appello al governo regionale del capogruppo dei Popolari ed Autonomisti all’Ars

Lentini scrive all’Ars: “Vaccinare subito i diabetici e i malati di tumore”

26 Febbraio 2021 - 14:34

“Occorre allargare immediatamente la platea degli aventi diritto alla somministrazione del vaccino anche ai soggetti che sono a rischio, non solo per l’età, ma anche per particolari condizioni patologiche”. Ad affermarlo è il capogruppo dei Popolari ed Autonomisti all’Ars, onorevole Salvatore Lentini.

“Già il Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti Sars-Cov-2/Covid-19, adottato lo scorso 2 gennaio 2021, mostra chiaramente che non solo l’età, ma anche la presenza di alcune malattie, rappresentano le variabili principali di correlazione con la mortalità per Covid-19 – prosegue l’esponente palermitano del Movimento Nuova Autonomia – Penso ai soggetti con malattie respiratorie o cardiocircolatorie, a chi soffre di diabete o di altre patologie del sangue come la talassemia ed ancora a chi soffre di patologie renali acute, di ipertensione arteriosa, ai malati oncologici”.

“Attualmente – aggiunge Lentini – la gerarchia di priorità tra le categorie successiva alla fase uno (attualmente in corso) del piano di vaccinazione, prevede già al primo posto le persone estremamente vulnerabili, cioè persone con patologie che, a contatto con il Covid-19, hanno un rischio particolarmente elevato di sviluppare conseguenze gravi o addirittura letali. La mia proposta, condivisa con tutti i parlamentari regionali del Movimento Nuova Autonomia, è quella di spostare in prima fase i soggetti più a rischio, vaccinandoli adesso, insieme alla popolazione over 80. Faccio appello al Governo Regionale perché si faccia promotore di questa nostra proposta in sede di conferenza Stato-Regioni, in modo da intervenire per tempo a tutela di quanti vivono con grande preoccupazione la manaccia di contrarre un virus che per loro potrebbe essere fatale. Ciò anche in ragione dei ritardi che si registrano sul piano di vaccinazioni e che, senza un intervento correttivo, possono esporre ancora per diversi mesi queste fasce deboli ad un rischio che una società civile non può consentire”.

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