Cronaca

Simona Vicari e la doppia indennità restituita, i 5 Stelle: “Gratuità forzata”

Non si placano le polemiche sul “caso” Simona Vicari. Il candidato sindaco di Cefalù recentemente ha reso pubblica la notizia di aver restituito alle casse del Comune di Cefalù la cifra di 258.698 euro, riguardante la quantomeno controversa vicenda relativa alla doppia indennità di sindaco e deputato regionale percepita durante la sua sindacatura (da dicembre 1997 a giugno 2002). Una restituzione che a molti ha fatto storcere il naso, quantomeno per il periodo scelto per farlo: tra pochi mesi infatti la cittadina normanna andrà alle elezioni e appunto la Vicari, è uno dei candidati sindaco. La condanna al risarcimento invece risale al 2019.

Ad intervenire questa volta sono gli attivisti del Movimento 5 Stelle, che attraverso un comunicato si scagliano contro la candidata. Gli attivisti pentastellati ritengono che vadano chiariti, a beneficio dell’opinione pubblica, gli esatti termini della vicenda. Nel 2019 dunque “è stato giudizialmente stabilito che l’ex sindaco Simona Vicari avrebbe dovuto restituire un’indennità indebitamente percepita più di 20 anni fa. Ma se il giudizio si fosse concluso a suo favore – si chiedono Grillini – come lei, dal canto suo, si sarebbe attesa, avrebbe validamente trattenuto l’indennità percepita: in quel caso, allora, dove sarebbe stata la gratuità? È, pertanto, evidente che l’argomento è piegato a proprio favore, in maniera del tutto strumentale, e che si potrebbe parlare (in modo grottesco) di ‘gratuità forzata’”, dicono gli attivisti.

“Ci chiediamo, noi attivisti del Movimento 5 Stelle: come mai ha pagato solo oggi a fine 2021, ben 2 anni dopo la condanna? Qualche maligno insinua che lo abbia fatto perchè altrimenti non avrebbe potuto candidarsi a sindaco; e come mai nessuna forza politica che si candida a governare la città abbia sentito il dovere di precisare gli esatti termini della questione? Ma ancora di più, come mai l’informazione locale si è limitata a pubblicare soltanto uno sterile comunicato senza sentire il dovere di approfondire e verificare la notizia? Ci chiediamo inoltre come si può accettare – sul piano politico – che un candidato a sindaco mistifichi a tal punto la realtà. Senza peraltro fare riferimento ad altra vicenda giudiziaria ancora pendente che la riguarda, dai profili penali ancor più delicati”.

“Sempre sul piano politico – aggiungono dal Movimento – facciamo rilevare che il centro destra è profondamente spaccato proprio su questa candidatura, tanto che una parte di esso ritiene impresentabile un candidato sindaco con questo Cursus Honorum. Per non parlare della disastrosa condizione economica lasciata al comune da 10 anni di amministrazione Vicari, opera proseguita nei 5 anni successivi, e che si è conclusa con la dichiarazione del dissesto economico. A conti fatti, i cittadini cefaludesi hanno dovuto pagare con le proprie tasse 15 anni di amministrazione di centrodestra a Cefalù”.

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