Cronaca

Petralia Soprana, Francesco Gennaro rompe gli indugi: “Mi candido a sindaco”

Francesco Gennaro rompe gli indugi e si candida ufficialmente alla corsa a sindaco di Petralia Soprana. Sciolte le ultime riserve, il candidato con una lista civica scalda i motori in vista delle elezioni comunali del prossimo 12 giugno. Sarà quindi probabilmente rinnovato lo scontro tra titani con il sindaco uscente Pietro Macaluso che, forse, ufficializzerà la propria candidatura nei prossimi giorni. Macaluso, contattato telefonicamente, momentaneamente preferisce non rilasciare alcuna intervista. Intanto, in esclusiva, abbiamo incontrato Francesco Gennaro.

Perché i cittadini sopranesi dovrebbero scegliere Francesco Gennaro?
“Ho un’esperienza ultratrentennale in politica e, fin da giovanissimo, con amore e passione, ho sempre cercato di migliorare la quotidianità del nostro paese utilizzando ogni risorsa a disposizione. In tutti questi anni, da consigliere comunale prima e da presidente del consiglio e vicesindaco poi, ho avuto modo di conoscere i problemi del nostro comune e di conseguenza valutare una serie di strategie per poter attuare le mie idee. Scegliendo me, i nostri concittadini sceglierebbero una persona moderata in grado di lavorare con e per la collettività, cercando di migliorare sempre più le condizioni sociali del nostro territorio. Pertanto, ritengo che potrei dare un contributo efficace per lo sviluppo del paese e segnare una svolta decisiva per le sorti di Petralia Soprana. Malgrado i proclami degli ultimi anni, abbiamo assistito ad uno spopolamento sconcertante. Bisogna assolutamente rivoluzionare il modo di fare politica, dobbiamo cambiare rotta se vogliamo dare un futuro ai nostri giovani”.

In caso di vittoria, quale sarà la sua prima azione da sindaco?
“La pulizia del territorio comunale: igiene ambientale e prevenzione degli incendi. Negli ultimi anni il fuoco ha devastato vaste aree del territorio e, andando verso la stagione calda, non possiamo arrivare impreparati. Dobbiamo assolutamente attuare un progetto di prevenzione che possa categoricamente allontanare il rischio di nuovi disastri, non possiamo più permetterci altre catastrofi ambientali. Utilizzeremo le risorse dovute pianificando in largo anticipo le strategie da adottare, non si può più improvvisare. Dedicheremo un sistema idrico da utilizzare solo in caso di incendi, posizionando fonti di approvvigionamento in punti chiave del territorio”.

A proposito di rete idrica, negli ultimi tempi i cittadini hanno pagato a caro prezzo la “scarsità” d’acqua e soprattutto una condizione obsoleta dei nostri impianti. Quali sono i vostri progetti?
“Purtroppo, il centro storico in primis, è ormai dotato di una rete colabrodo che deve essere assolutamente revisionata e modernizzata. E’ comunque necessario incrementare l’approvvigionamento rafforzando le sorgenti e attuando interventi di ricerca volti ad aumentare il rifornimento idrico. Tutto ciò andrebbe quindi non solo a garantire una quantità d’acqua maggiore per la comunità, ma, soprattutto, permetterebbe di ridurre i costi, in quanto, si darebbe un taglio decisivo alle forniture d’acqua che, in atto, il comune di Petralia Soprana sta acquistando da soggetti terzi. Come ricorderete, nei mesi precedenti, si sono verificati severi disagi a causa dei guasti alla conduttura di adduzione principale che rifornisce il serbatoio di Madonnuzza. Ebbene, è improponibile pensare di sostenere ancora enormi costi per la manutenzione di una condotta ad alta pressione soggetta frequentemente a rotture. Dobbiamo assolutamente valutare la possibilità di rinnovare tratti più estesi per garantire un servizio efficiente ai nostri cittadini”.

Borgo, centro storico e frazioni: come bilanciare gli interventi senza lasciare indietro nessuno?
“Il centro storico è la nostra principale attrazione e va assolutamente tutelato e rafforzato. Tuttavia, ritengo che centro storico e frazioni possano alimentarsi a vicenda se cerchiamo di recuperare le tradizioni artigiane e contadine. L’agricoltura, purtroppo, è stata molto trascurata in questi ultimi anni. Abbiamo tante terre da valorizzare dedicando attenzioni ad un’eccellenza che un paesaggio meraviglioso come il nostro deve assolutamente riscoprire. La valorizzazione dei nuclei quindi passa obbligatoriamente da un turismo rurale fondamentale per il prestigio del nostro borgo. Ovviamente, per arrivare in queste frazioni, va assolutamente migliorata la viabilità. La condizione di molte strade interne risulta ad oggi penosa. La mia amministrazione lavorerà in questa direzione”.

Giovani che vanno via, pochissime opportunità lavorative: cosa proporrete?
“I dati sono allarmanti. Il fenomeno dello spopolamento è enorme e in continua evoluzione. Dobbiamo sfruttare tutte le risorse a nostra disposizione. Penso all’ospedale, erogatore di servizi ma anche opportunità di lavoro per tante figure professionali, da medici a infermieri passando per gli operatori socio-sanitari. Altra opportunità importante è la miniera di salgemma: è in corso una procedura per una concessione di un nuovo giacimento che darebbe spazio a tanti giovani. Una possibilità che va sfruttata in fondo, non possiamo permetterci ulteriori perdite. Altra risorsa importante è il turismo, bisogna incentivare i nostri ragazzi ad investire nel territorio: servizi di alloggio, di ristorazione. Dobbiamo intervenire andando a favorire la nascita di nuove cooperative che possano sfruttare questa preziosa arma che Madre Natura ha voluto donarci. Inoltre, i visitatori hanno bisogno di giovani preparati che possano accoglierli e portarli alla scoperta di posti unici e rari che solo sulle Madonie possiamo trovare. Un ultimo e importante obiettivo che intendiamo raggiungere è la creazione di cooperative di servizio che si occupino proprio della pulizia e del decoro del nostro territorio. Bisogna dare una svolta e lo faremo con i nostri giovani”.

Ospedale a rischio: la vostra posizione?
“La mia amministrazione intende essere promotore di un’azione che porti alla normalizzazione dell’ospedale di Petralia Sottana. Una comunità di 28.000 abitanti circa, deve assolutamente pretendere i servizi essenziali. Non possiamo più tollerare questa situazione, bisogna ridare dignità al popolo madonita e la nostra sarà una pretesa. Dobbiamo farci sentire in ogni modo, non siamo cittadini di Serie C. Negli ultimi anni ho visto ben poco lavoro da parte delle amministrazioni comunali, ritengo che i primi cittadini debbano mobilitarsi per ottenere dei diritti che, in atto, non abbiamo. La mia sarà una battaglia”.

Come giudica l’esperienza decennale dell’attuale amministrazione?
“Nel 2012 mi schierai con l’attuale amministrazione, ottenendo, tra l’altro, ottimi risultati. Dal contenzioso sullo svincolo di Irosa tra il nostro comune e la ditta Strutture, poi conclusosi a nostro favore grazie e soprattutto al mio intervento, al completamento e ampliamento dell’illuminazione pubblica di Madonnuzza. Negli ultimi cinque anni sono state realizzate opere già pianificate nel primo quinquennio, vedi strada di Pellizzara e consolidamento centro storico sud-ovest, in cui in prima persona mi sono adoperato affinché si potesse sterzare verso una direzione positiva. Sono fortemente deluso dall’atteggiamento della maggioranza. Nell’ultimo mandato, l’attuale amministrazione, non ha avuto la capacità di confrontarsi con il gruppo di minoranza in nessuna situazione. Ritengo che proprio dal confronto possano sorgere idee migliori, ma, tutto questo, non è mai accaduto. La giunta comunale, inoltre, senza passare dal consiglio, ha deciso di acquistare dei contatori intelligenti di cui il nostro comune non aveva necessità. Abbiamo la necessità di investire sulle sorgenti, sul rifacimento delle condotte idriche ma dei contatori Smart sicuramente potevamo farne a meno. Si tratta di 350 mila euro che andranno a gravare sulle tasche di noi cittadini e che la giunta ha deliberato senza il consenso del consiglio comunale. Negli ultimi cinque anni, di fatto, non si è mai parlato di piano regolatore. Tutto questo mi lascia perplesso sulle idee dell’attuale amministrazione. Ritengo sia necessario un cambiamento, una visione globale delle problematiche che affliggono il territorio. L’immagine deve essere preceduta dalla sostanza: con questo concetto negli ultimi anni si è familiarizzato ben poco. L’amministrazione comunale, infine, si è disinteressata di problematiche importanti come le zone economiche speciali e ha addirittura osteggiato la creazione delle zone franche montane. Un fatto gravissimo. Siamo stati eletti “borgo più bello d’Italia”. Non mi risulta che l’attuale amministrazione abbia onorato questo titolo. Nessun passo avanti, anzi”.

Ulteriori progetti?
“Recuperare l’identità del nostro territorio. Il convento di Santa Maria di Gesù, per esempio, è un simbolo di Petralia Soprana che, ormai da anni, risulta abbandonato. E’ un sacrilegio, un’opera del ‘600 sopravvissuta a lungo e che dobbiamo assolutamente ristrutturare e portare a nuova vita. Mi ero già occupato di monitorare la situazione nel 2012 ma, poi, nel secondo quinquennio, nulla è stato fatto per portare avanti il mio lavoro. Promuovere e incentivare Villa Sgadari, per metà del Parco delle Madonie e per metà di privati: una situazione anomala. Riteniamo che, in accordo con il Parco, si possa arrivare ad una valorizzazione di questa grande realtà: un grandissimo biglietto da visita per il nostro centro storico e fiore all’occhiello delle Madonie. Petralia Soprana: paese dell’arte e della musica. Abbiamo il titolo ma non abbiamo nulla. Domanda: perché la “Pinta Rock” è finita nel dimenticatoio?”

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