Telemedicina fondamentale per le Madonie: “Ma la Regione ci ha ignorati”

Redazione

Cronaca - La nota

Telemedicina fondamentale per le Madonie: “Ma la Regione ci ha ignorati”
Il progetto prevede la partecipazione di 158 comuni sui 390 che esistono in totale in Sicilia

07 Settembre 2022 - 12:34

È un servizio estremamente utile e da potenziare in tutto il territorio nazionale, ma ci sono zone in cui è fondamentale per fornire un’assistenza sanitaria adeguata: parliamo della telemedicina a supporto delle cure primarie, della prevenzione, oltre che di supporto psicologico nelle Terre alte di Sicilia. Questo l’obiettivo del progetto, elaborato e portato avanti da Vincenzo Lapunzina, già coordinatore regionale del comitato per l’istituzione delle zone franche montane in Sicilia, oggi candidato all’Ars in quota “Sicilia Vera”, al tempo, di concerto al “Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali” dell’Istituto Superiore di Sanità. Lapunzina, infatti, da sempre si batte per il diritto di residenza nelle aree sconosciute alla politica. Il progetto prevede la partecipazione di 158 comuni sui 390 che esistono in totale in Sicilia, una zona quindi molto vasta. In base alla legge voto, approvata all’Ars il 17 dicembre 2019, infatti, le zone franche montane rappresentano adesso il 40,7 % dei Comuni della Regione Siciliana.

“In generale l’idea di realizzare servizi in Telemedicina per le popolazioni dei Comuni in zone collinari e montuose è sempre certamente utile, come già dimostrato in letteratura scientifica. Nel caso specifico delle aree montane e rurali siciliane il beneficio è concretamente presumibile anche osservando le esperienze in altre Regioni che hanno risolto non poche problematiche assistenziali in favore di cittadini residenti in zone rurali collinari e montane, con problematiche del tutto simili – si legge negli atti prodotti dall’Istituto Superiore di Sanità – Tuttavia, nessuna esperienza pratica nelle zone franche montane siciliane risulta essere stata conclusa e studiata in termini scientifici. Esiste quindi la necessità di un attento studio preliminare sulla fattibilità di tutto il progetto prima di iniziare il design del sistema di Telemedicina da realizzare”.

“Inoltre, osservando la mappa dei Comuni in questione, la loro numerosità ed estensione geografica rendono sicuramente ambiziosa la sfida di realizzare un sistema di Telemedicina che eroghi servizi omogenei, ma allo stesso tempo aderenti alle realtà locali; servizi che siano efficaci e sostenibili, ma con garanzie di equità di accesso e di sicurezza dell’assistenza sanitaria nel suo complesso – continua il documento – Un ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dalla definizione delle più efficaci modalità di collaborazione tra Istituzioni per supportare lo sviluppo del progetto ipotizzato, in considerazione del suo alto valore sociale e istituzionale, ma anche del fatto che la telemedicina si inserisce all’interno delle esistenti organizzazioni sanitarie richiedendo l’impegno dei professionisti e degli amministratori ad introdurre i cambiamenti nei processi di lavoro che si rendono necessari”.

“Nonostante le reiterate richieste da parte mia al governo regionale, però, il progetto non è mai stato avallato. Musumeci e tutti coloro che lo hanno supportato, nei prossimi giorni, raggiungeranno le Terre alte di Sicilia per chiedere consensi elettorali, eppure hanno messo a rischio una grande possibilità destinata a chi ancora risiede nei Comuni di montagna della Sicilia e non ha avuto la possibilità di scappare. Siamo stati letteralmente ignorati da un assessore alla Salute “nominato” e da un presidente della Regione che non è stato riconosciuto all’altezza di guidare il centro destra in Sicilia.  All’assessore Razza abbiamo chiesto quattro unità di personale, per coadiuvare l’Iss nella raccolta dei dati preliminari e abbiamo garantito la stesura del progetto, che sarebbe stato redatto dal Centro Studi Enti Locali di Pisa. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta, magari in assessorato si sono stupiti dell’opportunità a costo zero per l’Ente e ne hanno preferite altre”.

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