A Piano Battaglia un fenomeno rarissimo: avvistata un’aurora boreale

Giorgio Vaiana

Cronaca - Il "colpaccio"

A Piano Battaglia un fenomeno rarissimo: avvistata un’aurora boreale
Più corretto, però, chiamarla Sar Arch

22 Novembre 2023 - 09:42

Non poteva credere a quello che stava accadendo. Eppure stava succedendo proprio lì, nei suoi luoghi del cuore, Piano Battaglia e le Madonie. Antonio Mirabella, naturalista, guida esperta del Parco, ideatore del sito ilcamminaparco.it, si trovava a Piano Battaglia per fare delle osservazioni. Aveva finito di montare i suoi telescopi. Gli stessi che avrebbe utilizzato il giorno dopo con gli studenti che porta in giro per le Madonie alla scoperta delle bellezze naturalistiche del parco. All’improvviso il cielo si è illuminato di un rosso intenso: “All’inizio ho pensato a un incendio tanto era forte il colore rosso”, dice Mirabella nel corso di una nostra intervista telefonica. Ma poi si accorge che non è così: “Ho spostato lo sguardo a sinistra ed ho visto che la luce diventava rosa, quasi sul violetto – racconta – Non poteva essere un incendio. E soprattutto era trasparente, perché riuscivo a vedere attraverso le stelle”.

Lui di questi fenomeni è un esperto. Nella sua “missione” in Antartide ha assistito più volte all’aurora polare: “Ho avuto la fortuna di vederla dal vivo proprio durante il mio viaggio al Polo Sud – racconta – Ma lì il cielo assume sfumature sì rosse, ma anche gialle e soprattutto verdi. E poi è una luce che si muove. Questa era statica”. Allora Antonio, dopo aver scattato delle foto che vedete pubblicate in questo articolo, ha contattato un suo amico, Salvo Mascellaro, astronomo che conosce benissimo i cieli delle Madonie avendo anche lavorato al Gal Hassin: “Dopo avergli mandato le foto ne abbiamo parlato – dice – e alla fine è emerso che la possiamo chiamare aurora, ma boreale, viste le nostre latitudini e non polare”. Ma c’è di più. Perché per precisione, si tratta di una Sar Arch, che vuol dire Stabil Auroral Red Arch, ossia “arco stabile di aurora rossa”, un fenomeno molto più raro dell’aurora polare e che non ha a che fare in realtà proprio con l’aurora. “Non ha le stesse origini dell’aurora polare – dice Antonio – e ancora, a dire il vero, non c’è certezza del perché si formi”.

Mirabella ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca, soprattutto sulle Madonie. E si occupa proprio della divulgazione scientifica di tutto ciò che riguarda il polmone verde madonita. Organizza dei veri e propri stage naturalistici con le scuole siciliane che hanno la possibilità di vivere per tre giorni a contatto con la natura, tra escursioni, visite agli abies nebrodensis, alle grotte e poi lezioni frontali su aspetti naturalistici e la sera le osservazioni del cielo. “Mostro i classici – dice Antonio – da Saturno con gli anelli passando per Giove, fino agli ammassi globulari e le stelle esplose”. E grazie ai telescopi è stata fatta questa osservazione quasi unica: “Ero andato a Piano Battaglia la sera prima di ricevere una scolaresca per cercare qualcosa di particolare da far vedere ai ragazzi – dice – Questo fenomeno io lo vedo come un dono che mi ha fatto il territorio delle Madonie”. Questo tipo di aurora è stata vista in molte parti d’Italia, soprattutto nel Meridione. Sono state segnalati avvistamenti in Abruzzo e in Puglia. Ma anche sulle Dolomiti. “Non mi meraviglio che sia stato possibile assistere a questo fenomeno qui a Piano Battaglia – dice Antonio – Margherita Hack, la grande astrofisica scomparsa nel 2013, veniva ogni anno da queste parti con i suoi dottorandi. Dormivano al Pomieri. Lei diceva sempre che qui sulle Madonie, a 1.600 metri di quota, c’è una nitidezza incredibile e un inquinamento luminoso quasi pari a zero. Per vedere questi fenomeni bisogna trovare un cielo con queste caratteristiche. E noi abbiamo la fortuna di vederlo”.

 

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