Il rinnovo di contratto fino al 2030, con la responsabilità della fascia da capitano, rappresenta per lui un traguardo importante: “Difficile descrivere l’emozione del rinnovo da capitano della Juventus: bisognerebbe chiedere a un bambino domani allo stadio, a un piccolo tifoso bianconero. Quelle sono le mie sensazioni, sono momenti di grande felicità, per me è l’ennesimo sogno che si realizza. Provo un grande senso di responsabilità e spero di ripagarla in campo”. Locatelli ha poi parlato anche dei momenti di difficoltà attraversati: “Fischi trasformati in applausi? Qui ho imparato a reagire. Io mi sono sempre messo in discussione e ho dato il massimo. La reazione è la base per stare a questi livelli”.
Locatelli ha poi raccontato il rapporto con Luciano Spalletti, sottolineando la fiducia instaurata fin dai primi giorni: “Non ci conoscevamo tanto bene, quando è arrivato mi sono messo a sua disposizione. La cosa bella per me è stata che quando è arrivato il primo giorno abbiamo parlato nel suo ufficio, apprezzava quello che stavo facendo. Mi ha dimostrato subito fiducia”.
Sulla mancata qualificazione dell’Italia: “Quando siamo tornati, noi italiani, Spalletti ci ha detto che era dispiaciuto e sapeva cosa stavamo provando. Ci ha detto di focalizzarci sul club perchè abbiamo un obiettivo fondamentale”. Tra i messaggi ricevuti dopo il rinnovo, uno in particolare ha avuto un valore speciale: “Se ne devo citare uno, voglio fare il nome di Gianluca Pessotto, che per me è un riferimento. Mi ha parlato proprio dei momenti di difficoltà e di come quelli mi hanno plasmato per arrivare a essere il calciatore e l’uomo che sono oggi. Ci sono alcuni momenti cruciali e devi saper vincere alcune partite, costi quel che costi. In questi anni di sicuro c’è mancato qualcosa in queste circostanze, quella cattiveria che ti permette di ottenere i successi che poi portano ai trofei”.
Infine, il centrocampista ha ribadito il proprio legame con il club e la centralità degli obiettivi stagionali: “Non mi sono mai visto lontano dalla Juve, anche nei momenti in cui dovevo far meglio. Nella mia testa dovevo dimostrare il giocatore che ero, non ho mai pensato di andar via, sento la fiducia della società. E’ una bella responsabilità. L’obiettivo Champions League è fondamentale”.
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(ITALPRESS).




