Un fronte comune contro la realizzazione di un impianto di biometano nell’area compresa tra i territori di Sciara, Termini Imerese e Cerda. Cittadini, proprietari terrieri e rappresentanti delle istituzioni si sono riuniti in assemblea per discutere del progetto che dovrebbe sorgere in una zona caratterizzata dalla presenza di aziende agricole, attività produttive e numerose abitazioni occupate durante tutto l’anno.
Secondo quanto illustrato nel corso dell’incontro, l’impianto sarebbe destinato al trattamento di reflui zootecnici e sottoprodotti della filiera agroalimentare per la produzione di biometano. Tra i materiali indicati figurano pollina, pastazzo di agrumi, liquami di origine agricola, sansa e insilati.
All’assemblea hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci di Termini Imerese e Sciara, che hanno manifestato la propria contrarietà alla realizzazione dell’impianto e la vicinanza ai cittadini e ai proprietari dei terreni interessati. Una posizione accolta favorevolmente dai promotori dell’iniziativa, che si preparano adesso alla costituzione ufficiale del comitato “No Impianto di Biometano”.
Tra le infrastrutture previste dal progetto vi sarebbe anche una condotta per il trasporto del biometano, con una pressione indicata in 20 atmosfere. Al momento, tuttavia, la documentazione progettuale non sarebbe ancora stata formalmente depositata presso le amministrazioni comunali interessate. L’iter autorizzativo per questa tipologia di impianti è di competenza regionale. I Comuni saranno chiamati a esprimersi nell’ambito della Conferenza dei servizi attraverso i propri uffici tecnici, fornendo le valutazioni di competenza in materia urbanistica, viaria e ambientale.
Proprio per questo il costituendo comitato intende seguire tutte le fasi del procedimento e chiedere che il progetto venga sottoposto a un’attenta valutazione prima dell’eventuale rilascio delle autorizzazioni.
Al centro delle preoccupazioni espresse durante l’assemblea ci sono soprattutto le possibili ricadute ambientali dell’impianto, con particolare riferimento alle emissioni e agli odori, anche alla luce delle criticità che in passato hanno interessato la vicina area industriale. I promotori contestano inoltre la compatibilità dell’intervento con una zona nella quale convivono agricoltura, abitazioni, attività turistiche e sportive e siti di interesse archeologico.
Secondo il comitato, per un impianto di queste caratteristiche dovrebbero essere prese in considerazione altre aree a maggiore vocazione industriale. Tra i timori manifestati figurano anche le eventuali conseguenze sul valore dei terreni, degli immobili e delle strutture ricettive presenti nelle vicinanze.
Gli stessi organizzatori sottolineano tuttavia la necessità di attendere la documentazione completa prima di formulare valutazioni definitive. Per questo tra le prime iniziative previste c’è la costituzione di un gruppo di lavoro formato da amministratori, ingegneri, tecnici e professionisti specializzati in materia ambientale, che avrà il compito di esaminare il progetto non appena gli atti saranno disponibili e predisporre eventuali osservazioni tecniche.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un fronte comune tra Sciara, Termini Imerese e Cerda, mantenendo la mobilitazione al di fuori delle appartenenze politiche. Parallelamente sarà avviata un’attività di informazione della cittadinanza, insieme a una raccolta firme e alla possibile organizzazione di ulteriori iniziative pubbliche.
“Non vogliamo che il territorio venga chiamato a discutere quando le decisioni saranno già state prese – è la posizione emersa dall’assemblea – ma che cittadini e amministrazioni possano conoscere, studiare e valutare ogni aspetto del progetto prima che l’iter autorizzativo entri nel vivo. Vogliamo che questo territorio venga tutelato, rafforzando la salvaguardia ambientale e della salute pubblica, valorizzando la cultura e rispettando l’agricoltura”.
Il comitato annuncia quindi che seguirà l’evoluzione dell’iter autorizzativo e renderà pubblici gli aggiornamenti attraverso una pagina Facebook di prossima apertura. Il primo passaggio sarà adesso quello di acquisire la documentazione ufficiale, dalla quale sarà possibile conoscere nel dettaglio caratteristiche, dimensionamento e potenziali impatti dell’impianto proposto.




