“Estate 2021 – Estate 2026. Stesso posto, stesso incendio“. Cinque anni dopo, Polizzi Generosa si ritrova a fare i conti con il fuoco e con le stesse paure. Questa volta le fiamme hanno accerchiato il quartiere di San Pietro, arrivando a ridosso delle abitazioni e costringendo residenti e soccorritori a vivere ore drammatiche.
A emergenza superata, il sindaco Gandolfo Librizzi affida a una lunga riflessione il racconto di quanto accaduto sabato, ma soprattutto lancia un appello alle istituzioni regionali: rafforzare la prevenzione e mettere i Comuni nelle condizioni di affrontare emergenze ambientali che stanno diventando sempre più frequenti e devastanti.
“È facile pontificare senza essere stati dentro una dinamica del genere – scrive Librizzi –. È facile dire e puntare il dito, ma oramai, per esperienza diretta che non vorrei più vivere, quando ti trovi immerso all’improvviso in una sciagura del genere, so che la prima cosa da fare è restare lucidi e spegnere l’incendio”.
Il sindaco racconta fiamme alte a ridosso dei condomini, persone in fuga, urla e momenti di panico, fino allo scenario apparso il giorno successivo nelle aree attraversate dal fuoco. “Ancora una volta, per l’ennesima volta, Polizzi brucia e brucia di brutto. Il giorno dopo, per chi si aggira nei luoghi colpiti per una prima sommaria analisi dei danni, si presenta uno scenario da incubo, un paesaggio lunare che ha portato via tutto”. Una sensazione che Librizzi riassume in poche parole: “Sì, siamo salvi, ma si ha la sensazione di chi sopravvive“.
Il timore per quello che potrebbe accadere con le piogge
Spento il fuoco, per il primo cittadino si apre però un’altra questione: quella delle conseguenze che la perdita della vegetazione potrebbe determinare sul territorio con l’arrivo delle precipitazioni autunnali.
Si tratta, al momento, di una preoccupazione espressa dal sindaco sulla base dei primi sopralluoghi e che dovrà necessariamente essere approfondita attraverso le opportune valutazioni tecniche.
Librizzi teme che le aree percorse dall’incendio e private della copertura arborea, arbustiva e vegetativa possano diventare maggiormente vulnerabili a frane, smottamenti e scivolamenti del terreno dalle quote più alte verso quelle più basse.

“Non voglio essere né Cassandra né menagramo di sventura – sottolinea Librizzi –”, ma dal primo sopralluogo, aggiunge, sarebbero emersi elementi che rendono necessario interrogarsi fin da subito su ciò che potrebbe accadere con l’arrivo della stagione delle piogge.
“La macchina dei soccorsi ha funzionato”
Nella lunga riflessione c’è spazio anche per un ampio ringraziamento alla macchina dell’emergenza, che secondo il sindaco ha funzionato.
Librizzi ringrazia la sala operativa della Protezione Civile regionale, che ha coordinato l’attivazione di Canadair, elicotteri e mezzi di pronto intervento, le squadre dei Vigili del Fuoco impegnate fino all’alba, il Corpo Forestale e gli operai antincendio boschivo. Il ringraziamento viene esteso ai carabinieri della Stazione di Polizzi Generosa e della Compagnia di Petralia Sottana, ai dipendenti comunali e alle squadre di Protezione Civile arrivate dagli altri centri delle Madonie.
A Polizzi sono giunti mezzi e uomini da Cefalù, Bompietro, Petralia Sottana e Collesano, oltre ai volontari dell’associazione di Protezione Civile Garibaldini di Castellana Sicula e della sezione polizzana dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
“Ancora una volta non posso che dire bene della macchina operativa di pronto intervento che, sia a livello regionale che locale, a Polizzi, ancora una volta, ha funzionato”, riconosce Librizzi.
Il problema è la prevenzione
È proprio partendo dall’efficienza dimostrata durante l’emergenza che il sindaco sposta però l’attenzione su ciò che, a suo giudizio, deve essere ripensato: la prevenzione.
Incendi ed eventi idraulici estremi, sostiene Librizzi, non possono più essere considerati fenomeni eccezionali e imprevedibili. I Comuni si trovano sempre più spesso in prima linea e, secondo il sindaco, occorre quindi rafforzarne la capacità di intervento direttamente sul territorio.
Tra le ipotesi avanzate c’è quella di potenziare squadre locali di pronto intervento, dotandole stabilmente dei mezzi necessari, e costruire un coordinamento più stretto tra Comuni, Forestale, EAS e Consorzi di Bonifica, superando quella che Librizzi definisce la logica dei “compartimenti stagni”.
Un modello che, secondo il primo cittadino, sarebbe particolarmente importante nelle aree interne e nei territori sottoposti a tutela ambientale come quelli del Parco delle Madonie.
Da qui la proposta di aprire un confronto istituzionale più ampio: “Dovremmo tutte quante, parlo delle istituzioni, sederci attorno a un tavolo per dirci le cose come stanno e avere il coraggio di scelte audaci, non più rinviabili”.

L’appello alla Regione: “Non lasciate i sindaci a mani nude”
È probabilmente il passaggio più forte dell’intervento. Librizzi si rivolge direttamente al Governo e al Parlamento regionale, parlando non soltanto da sindaco di Polizzi Generosa ma richiamando le difficoltà che accomunano molti amministratori locali chiamati a gestire le emergenze.
“Da Sindaco, a nome dei Sindaci, che non può che essere in prima linea di fronte a ogni emergenza del genere, anche esponendosi di persona e anche pagando un prezzo personale, alle istituzioni di livello superiore lo dico con il cuore in mano e quella postura istituzionale che viene dal campo: per favore, metteteci nelle condizioni di difenderci, di non essere lasciati soli e a mani nude a combattere, ogni giorno, con un’emergenza dietro l’altra”.
Per Librizzi la risposta dovrebbe passare da un piano di investimenti pubblici nella prevenzione, capace di garantire risorse, mezzi e servizi ai Comuni senza costringerli a cercare di volta in volta canali straordinari di finanziamento.
Le “mancette” e quell’autobotte che ha combattuto l’incendio
Nella parte conclusiva del suo intervento il sindaco entra anche nel dibattito politico sulle cosiddette “mancette”, termine utilizzato negli ultimi anni per indicare alcuni finanziamenti assegnati ai territori attraverso le manovre regionali.
Librizzi rivendica provocatoriamente che Polizzi ne avrebbe ricevute due su indicazione dell’amministrazione comunale. Una è servita per acquistare un’autobotte destinata all’approvvigionamento idrico e alla lotta agli incendi.
Il mezzo, operativo dal maggio 2025, era già stato richiesto dalla Protezione Civile regionale per fronteggiare l’emergenza idrica a Paceco e, negli ultimi giorni, è stato utilizzato contro gli incendi di Polizzi Generosa e Castellana Sicula.

Il finanziamento, spiega Librizzi, sarebbe arrivato grazie alla disponibilità di un deputato appartenente a uno schieramento politico diverso da quello dell’amministrazione comunale. Il secondo intervento ha invece consentito al Comune di dotarsi di 50 chiusini per la cattura dei cinghiali, altro problema che interessa da tempo il territorio.
Per il sindaco, però, proprio questi esempi dimostrano la necessità di cambiare sistema: i Comuni dovrebbero poter contare ordinariamente sulle risorse necessarie per affrontare i problemi dei territori, senza essere costretti a cercare “la fortunosa sponda di un deputato amico”.
L’auspicio finale è quindi quello di avere istituzioni regionali maggiormente connesse con i Comuni e con le esigenze concrete dei territori. Una riflessione che arriva dopo una notte nella quale Polizzi Generosa ha nuovamente visto il fuoco arrivare alle porte delle case. E che, per Librizzi, dovrebbe trasformare l’emergenza appena superata nell’occasione per affrontare un problema che non può più essere rinviato.




