Una strada dedicata a Boris Giuliano, ma con una qualifica decisamente sbagliata. Succede a Castellana Sicula dove sulla targa collocata dal Comune accanto al nome dell’indimenticato capo della Squadra mobile di Palermo compare la scritta “Politico”. Un errore che non è passato inosservato e che ha provocato la dura reazione della figlia Selima Giorgia Giuliano, sovrintendente ai Beni culturali. Boris Giuliano non fu infatti un politico, ma uno dei più importanti investigatori della Polizia di Stato nella lotta alla mafia. Capo della Squadra mobile di Palermo, venne assassinato il 21 luglio 1979: Leoluca Bagarella lo colpì alle spalle con sette colpi di pistola.
“Vedere una strada intitolata a mio padre a Castellana Sicula dovrebbe essere soltanto motivo di orgoglio – afferma Selima Giuliano – E invece, accanto al suo nome, leggo la definizione “politico”. Mio padre non era un politico. Era un poliziotto. Un servitore dello Stato, ucciso dalla mafia”. Per la figlia di Giuliano non si tratta soltanto di un errore formale sulla targa, ma di una questione che riguarda il modo in cui viene tramandata la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta a Cosa nostra. “Le parole hanno un peso – prosegue – e lo hanno ancora di più quando vengono incise su una targa destinata a consegnare una persona alla memoria della città. Serve studio, conoscenza e volontà di fare un approfondimento. Non è una questione di titoli, non è contro il ruolo del politico e non è una semplice imprecisione. È una questione di verità e di rispetto”.
Da qui la richiesta, implicita ma inequivocabile, che venga restituita alla figura di Boris Giuliano la sua corretta identità anche nella nuova toponomastica di Castellana Sicula: “Chi passerà da quella strada negli anni a venire deve sapere chi era quell’uomo e perché il suo nome è lì. A questo servono le targhe. La memoria non può essere approssimativa. La memoria è anche verità”, conclude Selima Giuliano.
LA REPLICA DEL SINDACO: “TARGA GIA’ RIMOSSA”
L’errore mi è stato segnalato in tempo reale (una piccola Comunità è anche questo) e già alle due del pomeriggio, la targa in ceramica era stata rimossa. La via Boris Giuliano vede il passaggio giornaliero dei ragazzini della locale Scuola Secondaria di Primo Grado, perché lungo il tracciato insiste uno dei cancelli di accesso del plesso; questo episodio mi fa riflettere su quanto possiamo essere distratti e dare per consolidato anche un errore grave. Non penso che gli alunni di quella Scuola, i docenti ma anche la quasi totalità dei castellanesi non sappiano quale fosse stato il lavoro di Suo padre, ma nessuno si è fermato a leggere quell’errore. Sono Sindaco da più di nove anni e cerco di dare risposte e accogliere le giuste istanze dei miei cittadini; l’intitolazione è della fine degli anni ’80, ma fino a quest’anno abbiamo tributato un giardino pubblico alla memoria del Giudice Istruttore Rocco Chinnici, a voler rimarcare la totale appartenenza di una Comunità ai valori inviolabili dell’Antimafia e della Legalità.
Mi pregio sin da adesso di invitarLa (riservando ufficialità, data e dettagli al prossimo futuro, a targa realizzata) ad una cerimonia che sarà organizzata per l’apposizione della targa “corretta”, rappresentando il sentimento collettiva della Cittadinanza di scuse e rinnovato rispetto e gratitudine per Suo Padre e tutti i Servitori dello Stato che hanno sacrificato la loro vita nell’espletamento delle loro mansioni.
AugurandoLe buon lavoro, ringrazio gli amici comuni per la segnalazione che ha permesso di correggere un grave “strafalcione” e mi congedo con un arrivederci, fiducioso nell’accoglimento di queste Nostre scuse formali.




