Polizzi Generosa e Milano non sono mai state così vicine, unite da un filo invisibile ma indissolubile: quello del talento, della passione e della moda. Una giovane, Erika Cascio, talento emergente della moda e figlia di questa terra, torna a casa propria per regalarci la sua visione più pura e toccante. Domani sera, 18 settembre, grazie alla sfilata dei suoi abiti, aprirà i festeggiamenti in onore di San Gandolfo, avvolgendo l’intera comunità in un abbraccio di stoffa, emozione e identità. “Ho cercato di portare la sicilianità a Milano – esordisce Erika nella nostra intervista – La terra d’origine non si abbandona mai. A Milano ho acquisito delle competenze che volevo portare qua, davanti il pubblico di casa. Aprire la festa più importante dell’anno con i miei abiti sarà una responsabilità importante”.
Si passa poi al commento sugli abiti e il pensiero corre inevitabilmente al calore della famiglia e alle attenzioni che essa ha avuto su di lei: “L’abito della collezione che più mi rappresenta è un abito da sposa realizzato similmente a quello che mia madre ha indossato al suo matrimonio. Per me la famiglia rappresenta il porto sicuro in qualsiasi momento e qua devo ringraziare anche mia zia che mi ha trasmesso la manualità del ricamo“. Ecco, proprio dal ricamo prende vita il nome delle sue creazioni, Erikami: un gioco di parole che non intreccia solo i fili del tessuto, ma fonde l’essenza del suo nome, con quella “K” che diventa segno distintivo e identitario.
“Sicuramente sono un po’ ansiosa – continua – perché aprire la festa patronale con le mie creazioni mi mette un po’ su un limbo: essere ringraziata per ciò che faccio o essere critica. Di certo, meglio mettersi in gioco senza pensare a cosa possa succedere”. Proprio il pubblico, sarà il giudice arbitro di questa sfilata. Alla domanda su quale dettaglio rimarrà più impresso alla platea, Erika risponde con la sincerità di chi crea per passione: “Generalmente non penso tanto alle risposte del pubblico. La mia vera sfida è stata quando studiavo a Milano, dove ho appreso molto. Oggi tutto ciò voglio portarlo a casa mia e deliziare i compaesani con le mie creazioni”. Prosegue: “L’altra grande sfida è stata cercare di portare la sicilianità nei miei abiti, nei colori, nella passione e nel ricamo. Ho cercato di trasfondere nelle stoffe l’anima di Camilleri per la modalità di racconto e l’espressività di Cuticchio per la messa in scena delle modelle”.
Infine, guardando al domani: “Studiare a Milano, alla Naba, è stato un vero e proprio privilegio. Ma il mio viaggio non finisce qua, cercherò di essere ambiziosa e continuare a investire in questo settore con tutte le difficoltà del caso. A chi parte dalla Sicilia, come me, dico di non arrendersi mai perché prima o poi si trova la giusta via”. Così, tra i vicoli e le vie in festa di Polizzi Generosa sfilerà molto di più che una collezione: sfila il coraggio di chi parte, di chi affronta sfide e sceglie poi di tornare. Sotto lo sguardo protettivo di San Gandolfo, le creazioni di Erika Cascio non celebrano solo il trionfo sartoriale, ma la vittoria di una figlia di Sicilia che ha saputo raccogliere il ricamo e portarlo, intanto, nel cuore di casa sua.




