Cefalù, lite tra datore di lavoro e dipendente: spunta un fucile clandestino, un arresto e una denuncia

Redazione

Cronaca - L'intervento dei carabinieri

Cefalù, lite tra datore di lavoro e dipendente: spunta un fucile clandestino, un arresto e una denuncia
Arrestato un 54enne originario dello Sri Lanka e denunciato un pensionato palermitano di 77 anni

23 Settembre 2026 - 12:36

Una lite per futili motivi tra un datore di lavoro e il suo dipendente, culminata con una presunta minaccia con un fucile, ha portato alla scoperta di un’arma clandestina e al sequestro di un arsenale. È il bilancio di un intervento dei carabinieri di Cefalù, che hanno arrestato un 54enne originario dello Sri Lanka e denunciato un pensionato palermitano di 77 anni. Entrambi sono incensurati. L’operazione è scattata in seguito a una richiesta di intervento al Numero Unico di Emergenza. A chiedere aiuto è stato proprio il cittadino straniero, che ha raccontato ai militari di essere stato minacciato con un fucile dal proprio datore di lavoro al culmine di una discussione.

I carabinieri di Cefalù, insieme ai colleghi della Sezione Radiomobile della Compagnia, hanno raggiunto l’abitazione del pensionato, accertando che le armi e le munizioni regolarmente detenute dall’uomo erano custodite in maniera inadeguata e risultavano liberamente accessibili all’interno della casa. Le successive perquisizioni, estese anche a un casotto in legno utilizzato come alloggio dal dipendente, hanno permesso di recuperare un fucile privo di matricola e di contrassegni identificativi, insieme ad alcune cartucce.

Secondo quanto ricostruito dai militari, sarebbe stato lo stesso 54enne a consegnare spontaneamente l’arma clandestina, spiegando di averla ricevuta tempo prima dal pensionato con l’incarico di nasconderla e custodirla. Per il cittadino originario dello Sri Lanka è quindi scattato l’arresto in flagranza con l’accusa di detenzione illegale di armi clandestine e munizioni. Il 77enne è stato invece denunciato in stato di libertà per lo stesso reato e per omessa custodia di armi. Nei confronti del pensionato i carabinieri hanno inoltre disposto il ritiro cautelare di dieci armi, 315 cartucce di vario calibro, sei scatole di piombini e della licenza di porto d’armi per uso caccia.

L’attività investigativa è stata condivisa con la Procura della Repubblica di Termini Imerese, guidata dal procuratore Vittorio Antonio Cavallo. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese ha convalidato l’arresto del 54enne.

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