Sindaco e, contemporaneamente, avvocato del Comune che amministra. È la scelta compiuta dalla Giunta municipale di Alimena che, con la deliberazione numero 56 del 29 settembre, ha conferito all’avvocato Giuseppe Scrivano, sindaco pro tempore, l’incarico di rappresentare e difendere l’ente in quattro giudizi pendenti davanti al Tar Sicilia, sezione di Palermo. Si tratta dei ricorsi R.G. 911/2026, 440/2026, 495/2026 e 496/2026. Alla base della decisione c’è la necessità di sostituire il precedente difensore del Comune, l’avvocato Giovanni Puntarello, che lo scorso 15 settembre ha formalmente rinunciato al mandato professionale, motivando la decisione con il venir meno del rapporto di fiducia con il sindaco. Da qui la scelta della Giunta: affidare la difesa dello stesso Comune direttamente a Scrivano, che eserciterà l’incarico a titolo gratuito, senza quindi percepire alcun compenso professionale dall’amministrazione.
Una decisione singolare soprattutto per la sovrapposizione dei ruoli. Scrivano è infatti contemporaneamente il vertice politico dell’amministrazione comunale e il professionista chiamato a rappresentare l’ente davanti ai giudici amministrativi. Un particolare emerge dalla stessa deliberazione. Alla seduta del 29 settembre erano presenti tre componenti della Giunta e due erano assenti. A presiedere risulta proprio Giuseppe Scrivano, con accanto l’indicazione “astenuto”. Il sindaco, dunque, non ha partecipato alla votazione che ha portato al conferimento dell’incarico professionale nei suoi confronti. Nella proposta allegata alla deliberazione, tuttavia, è lo stesso Scrivano, nella qualità di sindaco, ad attestare “di non trovarsi in nessuna ipotesi di conflitto di interessi nemmeno potenziali, né in situazioni che danno luogo ad obbligo di astensione”, sottoponendo quindi all’esame della Giunta la proposta di conferimento dell’incarico all’avvocato Giuseppe Scrivano.
Una circostanza che apre inevitabilmente una questione sul piano amministrativo: se l’astensione dalla votazione sia sufficiente a superare ogni possibile problema derivante dalla coincidenza tra il sindaco proponente e il professionista destinatario dell’incarico. La gratuità della prestazione elimina certamente il profilo relativo a un compenso professionale corrisposto dal Comune al proprio sindaco. Diverso è il tema dell’eventuale interesse personale e dell’obbligo di astensione. L’articolo 78 del Testo unico degli enti locali stabilisce infatti che gli amministratori debbano astenersi dalla discussione e dalla votazione delle deliberazioni riguardanti interessi propri. L’applicazione concreta di tale principio al caso di un patrocinio gratuito richiede però una valutazione giuridica specifica e non consente, sulla sola base della delibera, di concludere automaticamente per l’illegittimità dell’atto.
I quattro procedimenti sono tuttora pendenti davanti al Tar di Palermo e, secondo quanto riportato dalla stampa locale, sono collegati al lungo contenzioso amministrativo che negli ultimi mesi ha interessato il funzionamento del Consiglio comunale di Alimena. La stessa vicenda processuale era iniziata con l’affidamento della difesa all’avvocato Puntarello: già nella precedente proposta di incarico del febbraio scorso venivano richiamati, tra gli atti contestati, determinazioni e ordinanze sindacali riguardanti la presunta decadenza del Consiglio comunale e la sua convocazione. Adesso, dopo la rinuncia di Puntarello, sarà dunque il sindaco-avvocato a indossare la toga per difendere davanti al Tar l’amministrazione comunale che lui stesso guida.




