Un tesoretto di monete puniche risalente alla fine del IV secolo a.C., frammenti di vasi a figure rosse, reperti provenienti dagli scavi del Duomo e dalla Rocca e corredi della necropoli ellenistico-romana. Cefalù riporta alla luce e mostra al pubblico una parte importante della sua storia più antica. Da oggi, primo ottobre, e fino al 31 ottobre, l’Osterio Magno ospita la mostra “Cefalù archeologica. Le città sotto la città. Amedeo Tullio, gli studi e la ricerca archeologica”, dedicata all’archeologo Amedeo Tullio e alla sua pluridecennale attività di ricerca nel territorio cefaludese. L’esposizione propone una significativa selezione di reperti, molti dei quali vengono presentati per la prima volta al pubblico, permettendo di ripercorrere gli scavi e gli studi condotti dall’archeologo in diversi punti del centro urbano e sulla Rocca. L’iniziativa è promossa dall’Archeoclub d’Italia nazionale insieme alla sede di Cefalù e alla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo.
La mostra arriva a cinquant’anni dalla pubblicazione sulla rivista “Kokalos” del primo contributo dedicato alla Cefalù preruggeriana e a tre anni dalla scomparsa di Tullio. Attraverso i principali ritrovamenti viene ricostruita una lunga attività di ricerca che ha contribuito ad approfondire la conoscenza delle diverse fasi storiche della città.
Il tesoretto di monete dell’antica Kephaloidion
Tra i materiali più significativi figurano proprio quelli rinvenuti all’interno dell’Osterio Magno, riferibili a un edificio dell’antica Kephaloidion. Tra questi spicca un tesoretto di monete puniche databile alla fine del IV secolo a.C., uno dei reperti di maggiore richiamo dell’esposizione. Di particolare interesse sono anche i materiali provenienti da uno scavo effettuato in vicolo Purgatorio: frammenti di vasi a figure rosse, diversi oscilla e pesi da telaio, probabilmente riconducibili a un piccolo luogo di culto urbano della fine del IV secolo a.C. Il percorso comprende inoltre importanti ritrovamenti provenienti dal chiostro e dal bema, l’area del presbiterio, del Duomo di Cefalù, dal complesso fortificato della Rocca e alcuni corredi provenienti dalla necropoli ellenistico-romana.
Verso un museo archeologico di Cefalù
L’esposizione potrebbe rappresentare anche il punto di partenza di un progetto più ampio: la creazione di un museo archeologico di Cefalù, più volte auspicato dallo stesso Amedeo Tullio. “L’esposizione – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – costituisce anche un primo passo nel percorso verso la creazione di un museo archeologico di Cefalù, più volte auspicato dallo stesso Amedeo Tullio, come luogo dedicato alla conoscenza, alla conservazione e alla valorizzazione del ricco patrimonio archeologico della città. Restituire alla fruizione questi reperti, significa far riemergere pagine importanti della storia di Cefalù e rendere accessibile un patrimonio che per lungo tempo è stato conosciuto soprattutto dagli studiosi”.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino al 31 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30. L’ingresso all’esposizione è gratuito, mentre per accedere all’Osterio Magno è previsto un ticket di 2 euro. L’accesso al monumento sarà gratuito anche per tutti i cittadini residenti nel territorio della diocesi di Cefalù.








