“Che, scusate se sono poche, ma settecento mila lire, punto e virgola, noi ci fanno specie che quest’anno…”. Abbiamo provato ad immaginare un’ipotetica lettera di Antonio de Curtis, in arte Totò, al Dipartimento di Protezione Civile Regionale. Nessun avvertimento alla “malafemmina”, che sia chiaro, soltanto chiarimenti sul “ponte dei sospiri” di Madonna dell’Olio. Non proprio settecento mila lire, a dire il vero, bensì circa 3,6 milioni di euro. Il progetto, infatti, era stato finanziato dallo stesso Dipartimento regionale della Protezione Civile e portato in conferenza dei servizi nel novembre del 2017. “Bando alle ciance”, direbbero gli specialisti, la notizia è che qualcosa sembra vibrare e fremere, chissà che non siano i cigolii dell’acciaio della misteriosa impalcatura.
Abbiamo contattato il Responsabile Unico del Progetto, l’architetto Orazio Quartarone: “Se i cantieri non verranno ultimati entro 20 giorni valuteremo l’ipotesi rescissione – ha dichiarato il funzionario della Protezione Civile Regionale – abbiamo inviato una lettera di diffida all’impresa esecutrice, stiamo monitorando. Uno scioglimento del rapporto contrattuale provocherebbe gravi disagi, la ditta è al lavoro per far sì che ciò non accada”. I lavori, avviati nell’aprile del 2023 dopo un estenuante iter, avrebbero dovuto concludersi già nell’aprile del 2024. Ma si sa, “abbondandis in abbondandum”.
Proprio il 7 luglio scorso, autorizzati e accompagnati dalla direzione lavori, capeggiata dall’ingegnere Michele Zafonti, eravamo entrati nell’area dei cantieri per verificare l’avanzamento delle opere. Sul posto era stato fatto il punto sull’andamento e, assicuravano gli addetti ai lavori, il ponte sarebbe stato varato entro la fine dello stesso mese. Analisi più che errata. Pare che, infatti, la causa dei ritardi sia da imputare alle complesse lavorazioni in officina delle componenti dell’impalcatura. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Unione dei comuni delle Madonie, Luigi Iuppa: “Auspichiamo che questa faccenda possa risolversi nel minor tempo possibile e con un epilogo positivo – ha detto Iuppa – un’arteria fondamentale per il territorio, stiamo monitorando costantemente la questione”. La stessa Unione dei Comuni, inoltre, ha già previsto delle somme destinate all’ammodernamento della bretella di Irosa che raggiunge l’autostrada A19 Palermo-Catania.
Dopo il completamento del secondo lotto della “Irosa-Madonnuzza”, proprio con il varo del ponte, si procederà alla realizzazione della terza frazione dell’asse viario. L’Assessorato regionale per le infrastrutture, infatti, ha già finanziato l’intervento per oltre 1 milione di euro. Sei comuni delle Madonie, in aggiunta, hanno destinato 5,4 milioni di euro della nuova programmazione territoriale al completamento del collegamento con lo svincolo di Irosa. Successivamente, a seguito della riduzione delle risorse regionali, l’importo è stato rimodulato a 4,59 milioni di euro. Tali fondi rientrano nell’accordo istituzionale sottoscritto nel marzo 2025 tra l’Unione dei Comuni Madonie e la Città Metropolitana di Palermo per la riqualificazione dell’itinerario Irosa-SS290 e per il completamento dei tratti ancora mancanti.




