Il sindaco di Termini Imerese, Maria Terranova, ha annunciato la decisione di non autorizzare i festeggiamenti in onore di San Daniele secondo il programma proposto dagli organizzatori. Alla base della scelta, la presenza tra gli artisti invitati di un cantante neomelodico che, secondo quanto riferito dalla prima cittadina, in alcune interviste televisive aveva raccontato di essersi esibito in passato a feste private frequentate da esponenti di Cosa nostra e di aver intrattenuto rapporti di vicinanza con componenti di una nota famiglia al centro di vicende di cronaca giudiziaria. A spiegare le ragioni della decisione è stata lo stesso sindaco attraverso un lungo post pubblicato sui social, nel quale ha richiamato alcune dichiarazioni attribuite all’artista, ritenendole incompatibili con i valori che l’amministrazione comunale intende rappresentare attraverso il proprio patrocinio.
“Ho preso una decisione. Ho deciso di non autorizzare i festeggiamenti in onore di San Daniele, perché tra gli artisti proposti dagli organizzatori figura un cantante che, in interviste televisive, si è vantato di essersi esibito a feste private alla presenza di noti esponenti della Cupola e di avere un rapporto di vicinanza con i Casamonica”, ha scritto Terranova. La prima cittadina ha tuttavia precisato di non voler esprimere giudizi personali nei confronti dell’artista, rivendicando esclusivamente il diritto di valutare l’opportunità di concedere il sostegno istituzionale del Comune a una manifestazione pubblica. “Non esprimo giudizi sulla persona. Il cantante è libero di definirsi “artista di queste persone”, così come io sono libera di non concedere il patrocinio della Città che rappresento”.
La posizione del sindaco si inserisce in una riflessione più ampia sul significato dell’impegno antimafia e sulla necessità, a suo giudizio, di tradurre i principi della legalità in scelte concrete: “Noi non siamo la Sicilia della Cupola. Noi siamo la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia”, ha sottolineato Terranova. Il primo cittadino ha quindi chiarito che la decisione non è rivolta contro la festa religiosa né contro gli organizzatori, ma riguarda il programma artistico presentato. La manifestazione potrà essere riproposta con una proposta differente. “Questa decisione non è contro la festa di San Daniele che potrà essere riproposta con un programma diverso”, ha precisato.
Per Terranova, la vicenda pone soprattutto una questione di coerenza istituzionale, legata alla responsabilità di chi ricopre incarichi pubblici e alle scelte compiute in rappresentanza della comunità: “La politica ha bisogno di persone capaci di distinguere ciò che intendono rappresentare da ciò a cui non vogliono essere associate. Altrimenti non avrebbe senso commemorare Falcone e Borsellino e poi rinunciare, nelle scelte di ogni giorno, a difendere i valori per i quali hanno sacrificato la loro vita”. Da qui la conclusione del suo intervento: “La legalità, per essere credibile, deve avere il coraggio delle scelte. Scelte che io non temo di compiere”.




