Riceviamo e volentieri pubblichiamo
di Maria Laura Crescimanno
Polizzi Generosa, cittadina normanna arroccata sulle alte Madonie, ti sorprende per molti motivi: il silenzio e la pace mentre cammini a piedi tra vicoli fioriti, le magnifiche facciate di pietra delle chiese, i palazzi nobiliari che testimoniano dei fasti del passato. Arrivati in piazza Umberto, se alzi gli occhi ti piovono addosso parole, e capisci che Polizzi vuole dirti molto di più. Chi ti parla è un cittadino illustre, il critico e scrittore antifascista Antonio Borgese, madonita di origini ma cittadino del mondo. La sua è una storia appassionante, vissuta tra la Germania, a Berlino da giornalista corrispondente, Milano, Roma, Torino e poi gli Stati Uniti da docente universitario,dove dovette emigrare in esilio per aver ripudiato il fascismo, e dove sposò la figlia di Thomas Mann, Elizabeth, per tornare poi in Italia, a Firenze, dove si spense nel 1952.
La sua scrittura alta e meravigliosa, la sua opera di critico, saggista e filosofo tra la più importante del nostro novecento,è una voce poco conosciuta ai siciliani, se non fosse per il romanzo Rubè tradotto in molte lingue, e per l’ opera utopica Fondamenti di una Repubblica Mondiale, che gli valse la nomination a premio Nobel per la pace.
Sin dalla moderna facciata della biblioteca comunale e lungo tutto il corso Garibaldi, è proprio lui, Borgese, classe fine 800, a spiccare tra i cittadini illustri che comporranno poi, sulle ceramiche della scalinata che sale al palazzo Carpinello, una vera galleria di volti e di storie polizzane. Il paese ospita un vero e proprio paesaggio letterario urbano, frutto del progetto Borgese Genius Loci, finanziato dal Ministero per la Cultura, grazie al quale è la sua opera a venirti incontro con i testi tratti dai suoi libri. Così scopri lo scrittore camminando. Romanzi, articoli, saggi, racconti di una attualità illuminante, dove spesso i paesaggi montani e rurali della giovinezza ritornano nitidi in tutti i dettagli, con descrizioni inequivocabili piene di poesia, luoghi su cui si posa quella incredibile nebbia di montagna che qui si chiama maretta quando è bassa come un mare, o piscialora, se ti bagna e ti entra nelle ossa.
E’ il parco letterario che prende vita e ti guida, tra una targa di testo e l’ altra, affisse sui muri delle case, sino alla dimora della famiglia Borgese, sotto il Belvedere Trinità, il quartiere dove visse da ragazzo e tornò poi in vacanza in estate sino al 1917. La casa Borgese, recuperata e concepita per essere un centro di attività culturali, polo di attrazione per tutti gli abitanti del vasto comprensorio madonita, è oggi uno dei parchi letterari di Sicilia, realizzato dalla Fondazione Borgese grazie anche ai fondi del Pnrr misura piccoli Borghi. Un chiaro progetto, una visione di rigenerazione culturale per la cittadinanza prima, e per i visitatori poi, che trovano sulle Madonie itinerari natura di rara bellezza nella la zona A del Parco, ma anche enogastronomia ed artigianato di pregio. A spiegarlo è il sindaco Gandolfo Librizzi, che ha dedicato, dalla laurea in filosofia in poi, tutti i suoi studi al concittadino illustre: “L’attualità del pensiero di Borgese, raccolta dall’ editore La Nave di Teseo che tra il 2022 e il 24 ha ripubblicato quattro sue opere monumentali, è straordinaria”, dice il sindaco che ha davvero creduto nella cultura e nel recupero della memoria di Borgese come leva sociale. Gli scritti utopici gli valsero nel 1952 la candidatura a Premio Nobel per la Pace, e tornano oggi attualissimi, i Fondamenti della Repubblica Mondiale e Golia, la marcia del Fascismo. “Abbiamo voluto inserire la sua figura al centro della rigenerazione culturale e identitaria di Polizzi, perchè Borgese parla ai nostri giorni con la sua vita, le sue parole e l’ attaccamento alle sue radici madonite”, prosegue il primo cittadino.
In effetti, i paesaggi d’infanzia, come una geografia dell’ anima, si ritrovano spesso sullo sfondo dei suoi romanzi e racconti, testimonianza del suo forte legame con Polizzi, città dell’interno e non della fascia costiera, la Sicilia ricca di arance, ma paese isolato che conosce la neve e la nebbia, legato all’agricoltura dei noccioleti, dei frutteti ricchi di corsi d’ acqua. Riscoprire Polizzi e Borgese è per noi siciliani un atto dovuto: sulla facciata della nuova biblioteca comunale in piazza Umberto I, accogliente casa delle parole, campeggia l’ istallazione visiva che riporta il pensiero di un intellettuale che pure visse la guerra ed i suoi orrori: “Il sole non è tramontato. Atlantide, la terra promessa, esiste”.




