Urso “Sicilia protagonista su energia e hi-tech, i tavoli di crisi sono scesi a 38”

Redazione

Sicilia by Italpress

Urso “Sicilia protagonista su energia e hi-tech, i tavoli di crisi sono scesi a 38”

06 Novembre 2026 - 14:30

SIRACUSA (ITALPRESS) – “Un ruolo importante sul fronte della sicurezza energetica, come dimostra il polo industriale di Siracusa; un ruolo altrettanto significativo nel campo delle tecnologie green, come testimonia lo sviluppo dello stabilimento 3Sun di Catania, diventato la prima piattaforma produttiva di pannelli fotovoltaici in Europa”. Così Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, al centenario di Confindustria Siracusa, “100 anni di futuro”, al Teatro Massimo di Ortigia. “Lo dimostrano anche gli investimenti, mai così importanti, di STMicroelectronics nel polo catanese: il più grande investimento nel settore della microelettronica autorizzato dalla Commissione europea, che finalizzeremo nelle prossime settimane. A tutto questo si aggiunge lo sviluppo produttivo e commerciale dell’isola, che ha saputo utilizzare al meglio anche le opportunità offerte dalla ZES unica del Mezzogiorno. Con la legge di bilancio abbiamo incrementato di 1,4 miliardi di euro le risorse destinate alla ZES unica del Mezzogiorno, affinché le imprese che intendono investire in Sicilia e nel resto del Mezzogiorno possano farlo in tempi congrui, beneficiando dell’autorizzazione unica rilasciata dalla Struttura di missione e di incentivi adeguati a favorire lo sviluppo, la produzione e l’industria nel nostro Mezzogiorno”.

“Con questo ulteriore investimento da 5,3 miliardi di euro, STMicroelectronics realizzerà quello che rappresenta il più grande investimento autorizzato dalla Commissione europea in questi anni nel campo dell’economia digitale. Diventerà la prima fabbrica di carburo di silicio a ciclo chiuso nel Mediterraneo e in Europa e sarà, ritengo, una delle principali a livello mondiale – continua Urso – Nel contempo stiamo affrontando la vertenza Pfizer che, come sapete, si è avviata sulla strada giusta. Tre attori internazionali di primo livello hanno già preso contatto con l’azienda e con il nostro dicastero per valutare se e come subentrare, garantendo la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento Pfizer di Catania. Noi lottiamo ogni giorno, e spesso anche di notte, come ha dimostrato il caso più recente di Electrolux. Non molliamo mai. In quel caso sono stati sei mesi di impegno comune, che ci hanno consentito di raggiungere un obiettivo importante: salvaguardare tutti gli stabilimenti in Italia e tutelare tutti i lavoratori, prevedendo esclusivamente incentivi volontari all’uscita. Nel resto del continente europeo, invece, questa grande multinazionale prevede la chiusura di altri stabilimenti. Noi siamo riusciti a preservare quelli italiani. Anche per quanto riguarda Pfizer siamo finalmente sulla strada giusta, perché l’azienda ha compreso la necessità di garantire la continuità produttiva e occupazionale. Stiamo lavorando affinché possa affiancarsi un altro investitore internazionale, nella consapevolezza che il settore farmaceutico in Italia è in crescita”.

“Possiamo contare su un ecosistema particolarmente competitivo a livello globale, come quello presente a Catania, caratterizzato anche dall’elevata professionalità della forza lavoro. Prevedo che gli investimenti esteri nel settore farmaceutico italiano continueranno a crescere nei prossimi mesi. Per quanto riguarda Pfizer, siamo nella fase di valutazione della concretezza delle proposte di investimento. L’azienda dovrà poi scegliere, con la nostra assistenza e le nostre garanzie, la soluzione più solida per assicurare il futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori. Penso di poter fornire una risposta quando tornerò in Sicilia, e anche a Catania, nei primi giorni di dicembre, in occasione di altri eventi che auspico possano essere positivi per l’industria e, di conseguenza, per l’occupazione nell’isola. Noi lavoriamo con particolare attenzione su ogni tavolo di crisi. Non a caso, nel corso di questa legislatura, il numero dei tavoli aperti si è ridotto. Quando ero all’opposizione, i tavoli di crisi, difficili persino da conteggiare e sui quali era complicato fornire risposte in Parlamento, oscillavano tra 160 e 180. Oggi qualsiasi cittadino può verificare direttamente sul sito del dicastero, in piena trasparenza, quanti siano i tavoli ancora aperti e come procedano le relative vertenze. Credo che attualmente siano scesi a 38. Grazie a questo metodo siamo riusciti a ridurre notevolmente il numero dei tavoli di crisi presso il nostro dicastero, portando a soluzione molte vertenze, talvolta annose, che da tempo coinvolgevano il Ministero e le imprese” conclude.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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