Nell’ambito del bando “Riabitare il Sud“, l’iniziativa sperimentale che punta a contrastare lo spopolamento nei piccoli comuni del Mezzogiorno, promossa da Fondazione con il Sud, nasce “Riabitare le Madonie: Radici, Innovazione, e Comunità resilienti”. Il progetto, ideato e sostenuto dall’Associazione di Promozione Sociale Sportiva Dilettantistica Abies, dalle cooperative sociali Verbumcaudo, Primavera, Manes, Solare e dai comuni di Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Blufi, Castellana Sicula e Polizzi Generosa, mira alla creazione di un modello integrato di rigenerazione territoriale basato su welfare di prossimità, valorizzazione dei beni comuni, sviluppo di nuove economie locali e attrazione di nuovi residenti. Elemento chiave sarà la nascita di una “Cooperativa di Comunità”, un centro servizi che garantirà la sostenibilità nel lungo periodo, tramite la gestione di spazi ristrutturati, strutture pubbliche e servizi gratuiti per chi sceglie di vivere e lavorare nel territorio (coworking, Adsl e microcredito).
Obiettivo principale del disegno sarà quello di promuovere nuove attività economiche legate alla filiera agro-sociale, al turismo responsabile, alla digitalizzazione e all’economia circolare. Il bando, che prevedeva la presenza di almeno un comune appartenente alla rete Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione), requisito in possesso del comune di Polizzi Generosa e una quota di cofinanziamento obbligatorio non inferiore al 10% (assolta dai comuni partner), fonda le proprie radici su quattro assi di sviluppo territoriale: nascere, rimanere, tornare, accogliere. Otto milioni di euro, dunque, destinati a quattro territori del Sud Italia che comprendono almeno tre comuni confinanti, con una popolazione complessiva non superiore ai 20 mila abitanti. La progettazione esecutiva dovrà essere definita e approvata entro la fine del 2026 e l’intervento avrà una durata di 48 mesi. “Riabitare le Madonie: Radici, Innovazione e Comunità Resilienti”, getta le fondamenta su una forte rete territoriale che, oltre ai comuni partner, coinvolge l’Unione dei comuni Madonie, le scuole del territorio, l’Asp, il Madonie Living Lab, il Gal, le parrocchie, le associazioni culturali, Fondiarie, cooperative agricole e istituti di credito. Il programma, in aggiunta, mira a valorizzare esperienze già in corso e a costruire un modello replicabile di rinascita dei borghi delle aree interne, fondato su comunità accoglienti, attive e sostenibili.
“Un progetto integrato di rigenerazione sociale, economica e demografica con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento, favorire il ritorno e l’insediamento di nuove famiglie, e promuovere l’inclusione delle fasce fragili e delle persone migranti – spiega il presidente dell’associazione Abies, capofila del piano, Sergio Castrogiovanni – il supporto di una cooperativa di comunità permanente che, oltre ad occuparsi della gestione operativa dei servizi, permetterà di sviluppare una collaborazione con le governance territoriali su altre progettazioni e attività economiche per perseguire l’obiettivo della sostenibilità anche a conclusione del programma”.




