Elicotteri militari americani nelle Madonie, scoppia il caso: “La Sicilia non diventi una portaerei”

Redazione

Cronaca - L'interrogazione

Elicotteri militari americani nelle Madonie, scoppia il caso: “La Sicilia non diventi una portaerei”
Una circostanza che ha immediatamente sollevato le proteste dei sindaci del Madonie Unesco Global Geopark e del presidente del Parco

15 Marzo 2026 - 19:29

L’atterraggio di elicotteri della U.S. Navy nel cuore delle Madonie accende lo scontro politico in Sicilia. La deputata all’Assemblea regionale siciliana e vice segretaria regionale del Partito Democratico, Valentina Chinnici, annuncia un’interrogazione urgente al presidente della Regione Renato Schifani chiedendo chiarimenti sull’episodio avvenuto a Piano Catarineci, all’interno del Parco delle Madonie. Secondo quanto emerso, la presenza dei velivoli militari americani sarebbe stata resa nota attraverso i canali social ufficiali della stessa U.S. Navy. Una circostanza che ha immediatamente sollevato le proteste dei sindaci del Madonie Unesco Global Geopark e del presidente del Parco, che hanno scritto al governo regionale e alla Prefettura per chiedere spiegazioni.

Per Chinnici la questione non riguarda soltanto l’aspetto ambientale, ma anche quello politico e istituzionale. “L’atterraggio di elicotteri da guerra della U.S. Navy nel cuore della Sicilia non è solo una questione ambientale – afferma la parlamentare – ma l’ennesimo atto unilaterale che rischia di trascinare la nostra Isola e l’Italia in uno scenario di tensione bellica senza alcuna informazione o dibattito democratico”. La deputata del PD sottolinea la delicatezza del momento internazionale e chiede di sapere se le istituzioni fossero state informate dell’operazione. “Ci troviamo di fronte a un’esercitazione militare straniera condotta in piena autonomia in un’area strategica della Sicilia. In uno scenario internazionale incandescente non possiamo assistere inerti a voli e atterraggi di mezzi bellici senza che il governo regionale e nazionale dicano una parola”, spiega Chinnici. Da qui la richiesta di chiarimenti: “Dobbiamo sapere con urgenza se Schifani e la Prefettura fossero stati avvisati e chi abbia autorizzato questo piano di volo”.

Secondo la parlamentare, il rischio è che la Sicilia venga percepita come una piattaforma militare senza controllo politico. “Non possiamo permettere che la nostra Isola venga considerata una “portaerei” in balia di decisioni prese altrove, senza alcuna legittimazione da parte degli organismi europei e internazionali e in spregio alla sovranità nazionale”, aggiunge. A rendere la vicenda ancora più delicata, secondo Chinnici, è anche l’aspetto ambientale. Piano Catarineci si trova infatti all’interno del Parco delle Madonie ed è classificata come Zona Speciale di Conservazione della rete europea Natura 2000, oltre a rientrare nel territorio riconosciuto dall’Unesco. “È assurdo – prosegue – che manovre militari siano state condotte in un’area di straordinario valore naturalistico. Ci chiediamo se sia stata rispettata la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale, obbligatoria per legge”.

La parlamentare annuncia che questo punto sarà al centro dell’interrogazione presentata al governo regionale, insieme alle preoccupazioni espresse dagli amministratori locali sui possibili danni alla fauna e all’avifauna dell’area. “L’esecutivo regionale non può più tacere – conclude la Chinnici – Chiederò chiarimenti immediati e di valutare lo stop a queste attività. La sicurezza dei cittadini, l’integrità del territorio e la sovranità nazionale non possono essere messe in discussione da voli fantasma autorizzati chissà da chi”.

LA LETTERA DEI SINDACI DELLE MADONIE

“A seguito delle immagini diffuse sui social circa foto di elicotteri militari statunitensi in esercitazione dalla base di Sigonella atterrati a Piano Catarineci (pubblicate anche dalle pagine ufficiali della U.S. Navy), i sindaci madoniti hanno immediatamente scritto al governo regionale e al prefetto per sapere:
se il Governo Regionale e il Prefetto fossero stati avvisati di tale esercitazione;
se e da quale ente il piano di volo sia stato autorizzato;
se, in caso positivo, sia stata effettuata la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) per le esercitazioni militari con elicotteri della base di Sigonella sul sito “Piano Catarineci”;
se non si ritenga opportuno chiedere lo stop a tali attività, visti i rischi per la popolazione locale e l’ambiente naturale, a maggior ragione dato che ci si trova nel contesto di uno scenario bellico privo di piena legittimazione internazionale facendo proprio il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ricordato che “azioni unilaterali mettono a rischio l’ordine internazionale”. Terremo aggiornati i cittadini sulle risposte ottenute.

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