A Montemaggiore Belsito la tradizione si fa arte, la devozione si trasforma in messaggio e la comunità si ritrova attorno a un simbolo che attraversa i secoli. In occasione della Tavolata di San Giuseppe, piazza Roma si è trasformata in un grande spazio di condivisione, fede e bellezza, capace quest’anno di parlare anche il linguaggio della pace.
Un rito che diventa comunità
Per un giorno, il cuore del borgo madonita smette di essere solo una piazza e si trasforma in un altare a cielo aperto. Tavoli imbanditi, tovaglie ricamate e il profumo del pane caldo raccontano una tradizione antica che unisce devozione e solidarietà. La Tavolata di San Giuseppe è molto più di un momento conviviale: è un rito collettivo in cui ogni elemento ha un significato preciso. Le forme del pane — croci, pesci, attrezzi del falegname — diventano simboli di fede, mentre le tredici portate, tutte a base di prodotti semplici, richiamano la condivisione e l’essenzialità.
L’arte che parla di pace
A rendere ancora più significativa l’edizione di quest’anno è stata l’opera di Francesco Militello, che ha trasformato la tradizione in un messaggio contemporaneo. Al centro della piazza, tra i “virgineddi” e le tavolate, ha preso forma un’installazione simbolica che richiama la colomba con il ramo d’ulivo: un chiaro invito alla pace in un tempo segnato da conflitti e tensioni. Un’opera che, attraverso materiali semplici e radicati nella tradizione, ha saputo parlare a tutti, trasformando il rito in un linguaggio universale.
Tradizione e memoria
La Tavolata è il frutto di un lavoro corale che coinvolge l’intera comunità. Sono soprattutto le donne a custodire e tramandare i saperi, impastando e cucinando secondo ricette antiche, tramandate di generazione in generazione. Non si tratta di folklore, ma di identità. Un patrimonio immateriale che vive nei gesti, nei volti e nella memoria collettiva.
Un messaggio che va oltre il borgo
In un’epoca segnata da divisioni, Montemaggiore Belsito sceglie la via della condivisione. La Tavolata diventa così un gesto semplice ma potente: spezzare il pane insieme per affermare valori universali come la solidarietà, la cura e la pace. Dall’amministrazione il ringraziamento al Laboratorio Artistico che ha reso possibile la realizzazione di questo lavoro. Il progetto ha preso forma grazie alla dedizione, alla creatività e alla partecipazione attiva di Anna Cirrincione, Ina Gullo, Angela Ingrassa, Angela Vitale, Sabrina Virga, Mariarita Dolce, Assunta Lo Cicero, Anna Drago, Sebastiana Russo e Manuela Giambrone, Francesca Gullo e con il lavoro del Comitato Volontari San Giuseppe. (ph di Loredana Pace)





