Primo Maggio, Montemaggiore celebra chi ha costruito il paese

Redazione

Cronaca - La tradizionale festa

Primo Maggio, Montemaggiore celebra chi ha costruito il paese
Un racconto che si intreccia con una delle tradizioni più profonde del paese: la Tredicesima di San Giuseppe

02 Maggio 2026 - 14:27

Nel giorno della Festa dei Lavoratori, Montemaggiore Belsito sceglie di guardare indietro per andare avanti. Lo fa attraverso la memoria, quella più autentica, fatta di gesti tramandati e di mani che raccontano storie. Nasce così “Le mani della memoria”, un richiamo forte ai lavoratori montemaggioresi di ieri, a chi ha costruito con sacrificio e dignità l’identità di una comunità. Un racconto che si intreccia con una delle tradizioni più profonde del paese: la Tredicesima di San Giuseppe, simbolo di devozione, carità e condivisione.

Tradizione e fede: il rito dei Virgineddi

C’è un giorno, ogni anno, in cui Montemaggiore si ferma e riscopre la sua anima più antica. È la festa di San Giuseppe, quando le famiglie preparano le tradizionali tavolate dei “virgineddi”, un rito che affonda le radici nella devozione popolare siciliana. Un tempo erano le famiglie più abbienti a imbandire le tavole per offrire cibo ai bambini poveri del paese, sciogliendo un voto attraverso il dono e l’accoglienza. Oggi quel gesto resta intatto nel suo significato più profondo: condividere, ricordare, prendersi cura.

Le mani della tradizione

La preparazione della festa è un rito nel rito. Nelle case, settimane prima, sono soprattutto le donne a custodire e tramandare saperi antichi. Mani esperte che modellano il pane in forme simboliche: croci, pesci, fiori, strumenti del lavoro di San Giuseppe. Ogni forma è una preghiera. Ogni ricetta — dalla pasta con sarde e finocchi al riso con lenticchie — è memoria viva. Non esistono libri a custodirle, ma solo gesti, profumi e ricordi. Le tavole diventano altari, con tredici portate, pane benedetto e un ordine preciso che racconta una tradizione secolare.

Un omaggio ai lavoratori di ieri

Nel Primo Maggio, questo patrimonio assume un significato ancora più profondo. È il giorno in cui si ricordano gli uomini e le donne che hanno lavorato una vita intera, spesso senza fermarsi, nemmeno nei giorni di festa. Un tributo silenzioso ma potente a chi ha costruito il presente con fatica e dignità, lasciando in eredità valori che ancora oggi tengono unita la comunità.

Il passaggio alle nuove generazioni

Oggi quella tradizione vive grazie ai figli e ai nipoti. Sono loro a raccogliere il testimone, a impastare, raccontare, insegnare ai più piccoli il senso di quei gesti. A Montemaggiore Belsito la tradizione non è folklore, ma identità. È un legame vivo che unisce passato e futuro. I “virgineddi”, preparati con cura e devozione, non sono solo cibo: sono cultura, appartenenza, memoria condivisa. Montemaggiore custodisce. Montemaggiore tramanda.

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