L’Inno allo Spirito Santo emoziona Gangi: musica, preghiera e tradizione nel Santuario

Redazione

Cronaca - Per il 450° anniversario

L’Inno allo Spirito Santo emoziona Gangi: musica, preghiera e tradizione nel Santuario
L’opera porta la firma di don Giuseppe Amato per i testi e del maestro Alessandro Valenza per la composizione musicale

22 Maggio 2026 - 09:20

Una serata intensa di spiritualità, musica e memoria condivisa ha illuminato il Santuario dello Spirito Santo di Gangi, nel cuore delle celebrazioni per il 450° anniversario della dedicazione del Santuario e a pochi giorni dalla solennità di Pentecoste. Ieri sera è stato infatti presentato ufficialmente l’“Inno allo Spirito Santo”, composizione destinata ad accompagnare il cammino liturgico e spirituale di uno dei luoghi di fede più identitari delle Madonie.

L’opera porta la firma di don Giuseppe Amato per i testi e del maestro Alessandro Valenza per la composizione musicale. Un lavoro nato dalla devozione popolare e dalla vita quotidiana del Santuario, capace di intrecciare spiritualità, tradizione e partecipazione comunitaria. La serata ha alternato momenti di riflessione teologica, approfondimento musicale e preghiera corale. A offrire una lettura spirituale del testo è stato don Giuseppe Muré, che ha sottolineato la capacità dell’inno di racchiudere “in parole semplici ma profonde” il senso della fede popolare verso lo Spirito Santo, tramandata da secoli nel Santuario e custodita nei suoi riti.

Particolarmente apprezzato anche il momento musicale curato dal maestro Alessandro Valenza, accompagnato dal maestro Antonino Saladino e dalla cantante Paola Milio, che hanno illustrato il percorso artistico e interpretativo alla base della composizione. Uno dei momenti più emozionanti della serata è stato l’esecuzione collettiva dell’inno da parte di tutti i cori parrocchiali e del Santuario, riuniti in un’unica voce capace di esprimere il forte senso di appartenenza e comunione della comunità gangitana.

“Un’occasione che mi rende particolarmente orgoglioso – ha dichiarato commosso don Giuseppe Amato – Quest’inno nasce dalla preghiera personale, dalla mia esperienza in questo luogo e dalla testimonianza di tutti coloro che durante l’anno vengono qui in pellegrinaggio e che mi hanno trasmesso una grande fede nei confronti dello Spirito Santo. Ma soprattutto quest’inno racchiude le nostre tradizioni e tutto quanto riusciamo ad esprimere con la nostra ritualità durante l’anno in questo Santuario”. L’opera, presentata nella sua versione iniziale, continuerà il proprio percorso artistico e spirituale fino a raggiungere la forma definitiva alla conclusione del Tempo giubilare.

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