Quasi sempre il confine tra ciò che vediamo e ciò che percepiamo è distante dalla realtà. Oggi, a esplorare questa visione, è stato Mario Liarda, artista di Polizzi Generosa che inaugurerà una mostra monografica dal titolo “Visioni: tra figurativo e astratto”: un vero e proprio percorso espositivo ed emozionante che farà da cornice alla splendida sede di Polizzi Lab, presso piazza Trinità. La mostra, in via ufficiale, vedrà il taglio del nastro il 2 agosto alle 18.30 e sarà visitabile per tutto il mese di settembre. Un trinomio che vede coinvolti anche Clara Aiosa – la curatrice – e Ignazio Librizzi, colui che ha scelto il progetto grafico. Questa esposizione rappresenta un’occasione imperdibile per immergersi nella ricerca poliedrica di un artista capace di far convivere il rigore della realtà figurativa e la totale libertà dell’astrazione pura. Come afferma la stessa curatrice, “questa mostra non vuole polarizzare il figurativo e l’astratto come mondi opposti, ma mostrare come entrambi siamo strumenti necessari a una singola mente per decodificare il mondo”.
L’allestimento si articola in un tragitto dinamico suddiviso in tre sezione tematiche, come a immergere il visitatore a compiere un percorso che spazia dal respiro corale, passando per la collettività fino ad arrivare alla profondità dell’introspezione. La prima tappa – “Voglia di comunità” – indaga la dimensione sociale e relazionale dell’essere umano. Liarda, attraverso scene vibranti di mercato cittadino, vuole catturare gli sguardi, il vocìo e la quotidianità. Il mercato diventa così una occasione non solo commerciale ma anche di appartenenza e condivisione. Nella seconda tappa – “Corpi in movimento” – il focus si sposta sulla dimensione interiore e sulla cinetica delle emozioni. Una serie di magnetici volti di donne crea una attrazione prettamente intima, lasciando vuoto il posto della dinamica fisica. In ogni ritratto femminile si incrociano pensieri, storie, mutamenti d’animo e memorie. Infine, nel terzo percorso – “Dal Kaos al cosmo” – la mostra culmina con la transizione dell’entropia del segno istintivo (il Kaos) verso la ricerca di un’armonia geometrica e spirituale: il cosmo. In questa ultima sezione c’è il passaggio del testimone tra il disordine dell’universo e la razionalità dell’uomo. Così, la mostra offre uno sguardo integrato ed esaustivo su come la pittura possa farsi lente d’ingrandimento della realtà: dalla piazza affollata al dettaglio intimo di un volto, fino all’energia pura e primordiale del colore.




