Bergi, nel cuore delle Madonie l’agriturismo dove biodiversità e cucina raccontano il territorio

Redazione

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Bergi, nel cuore delle Madonie l’agriturismo dove biodiversità e cucina raccontano il territorio
A Castelbuono la famiglia Di Garbo ha costruito in trent’anni un modello di ospitalità legato all’agricoltura biologica

24 Febbraio 2026 - 11:26

C’è un luogo, alle porte di Castelbuono, dove per comprendere davvero la cucina bisogna prima guardarsi intorno. Osservare gli orti, attraversare i campi, riconoscere le erbe spontanee, ascoltare il ronzio delle api e respirare i profumi delle fioriture delle Madonie. È Bergi Agro Bio Relais, realtà agrituristica che ha costruito la propria identità attorno a un principio apparentemente semplice: trasformare ciò che offre la terra in un’esperienza capace di raccontare il territorio. A circa 400 metri sul livello del mare, Bergi è il risultato di un progetto familiare cominciato trent’anni fa da Anna e Pasquale Di Garbo e portato avanti oggi dalle figlie Antonella, Daniela, Laura e Floriana. Ognuna con un ruolo diverso: Daniela, agronoma, segue campi, orti e api; Floriana si occupa delle produzioni, dal miele alle marmellate e alle confetture; Laura cura marketing e rapporti con l’esterno; Antonella porta tutto questo in cucina. È proprio questa filiera cortissima a rappresentare uno degli elementi più interessanti di Bergi. L’azienda agricola, l’ospitalità e la ristorazione non sono mondi separati, ma parti dello stesso racconto. Gli ingredienti arrivano in gran parte dagli orti biologici della tenuta o dal patrimonio vegetale delle Madonie: erbe aromatiche, piante spontanee, radici e fiori selvatici diventano così il punto di partenza di una cucina fortemente stagionale.

Antonella Di Garbo, la tradizione contadina diventa cucina contemporanea

A interpretare questo patrimonio è l’agri bio chef Antonella Di Garbo, che ha costruito la proposta gastronomica di Bergi mantenendo un legame stretto con la cucina contadina madonita e, allo stesso tempo, rileggendola attraverso tecniche e sensibilità contemporanee. La filosofia è evidente anche nel menu dell’agriturismo, che mette al centro verdure di stagione, erbe spontanee, legumi, formaggi e latticini locali, conserve e pani della tradizione. Ricette spesso custodite nella memoria familiare e tramandate attraverso gesti e racconti prima ancora che attraverso ricettari. Due ingredienti, più degli altri, sintetizzano l’identità gastronomica di Bergi: il miele e la mandorla. Li ritroviamo nella “caponatina del contadino”, preparata con melanzane in bianco, mandorle croccanti e un agrodolce impreziosito dal miele millefiori; nella cacio e pepe alla Bergi, completata con granella di mandorle e scorza di limone; oppure nelle costolette d’agnello laccate al miele di ape nera sicula, accompagnate dalla minescia maritata, antica preparazione castelbuonese realizzata con le verdure disponibili nei campi durante la stagione invernale. E poi ci sono i piatti della memoria. Come i pisci d’ova, antica ricetta locale preparata con uova, formaggio e pane e accompagnata, nella versione di Bergi, da salsa di pomodoro biologico, pane casereccio e patate allo zafferano. Una di quelle preparazioni nate dalla necessità di utilizzare pochi ingredienti disponibili e diventate oggi testimonianza di una cultura gastronomica da preservare.

Il miele che racchiude i profumi delle Madonie

Ma per capire fino in fondo Bergi bisogna uscire dalla cucina. L’apicoltura rappresenta infatti uno dei cuori dell’azienda. La famiglia Di Garbo è impegnata nella salvaguardia dell’ape nera sicula, razza autoctona siciliana, e la biodiversità botanica delle Madonie si traduce in differenti produzioni di miele: dal cardo al millefiori, dall’asfodelo all’eucalipto, dalla sulla al rovo. Il miele biologico prodotto dall’azienda ha ottenuto nel tempo diversi riconoscimenti, fra i quali il Premio nazionale Roberto Franci e le Tre Gocce d’Oro del concorso Grandi Mieli d’Italia. In ogni vasetto finisce, in qualche modo, una fotografia naturale delle Madonie. Le api raccolgono il nettare delle diverse fioriture e restituiscono profumi e caratteristiche di un ambiente che cambia continuamente con le stagioni. È forse uno degli esempi più immediati di come la biodiversità possa trasformarsi anche in valore economico, gastronomico e turistico.

Il primo Apiario del Benessere della Sicilia

Da questa esperienza è nato anche un progetto particolare: il primo Apiario del Benessere della Sicilia, inaugurato nel maggio del 2025 e realizzato con il supporto dell’Associazione Italiana Apiterapia. Sorge a pochi minuti dall’agriturismo, in un’area del Parco delle Madonie, e propone esperienze come apiaroma, apisound, apiturismo e attività didattiche dedicate alla conoscenza dell’alveare. Un modo diverso di avvicinarsi al mondo delle api e, soprattutto, di comprenderne l’importanza per gli ecosistemi. L’azienda partecipa inoltre dal 2008 al Presidio Slow Food dedicato alla salvaguardia dell’ape nera sicula.

Un’esperienza delle Madonie, prima ancora che un agriturismo

Bergi diventa così qualcosa di più di un luogo nel quale mangiare o trascorrere qualche giorno. È un esempio di quel turismo esperienziale che sulle Madonie trova condizioni particolarmente favorevoli: il visitatore non si limita a osservare il paesaggio, ma entra in relazione con ciò che quel paesaggio produce. La cucina diventa il punto d’arrivo di un percorso che comincia nei campi. Il miele porta a conoscere le api e le fioriture; le erbe spontanee raccontano la biodiversità della montagna; le conserve seguono il calendario delle produzioni; mandorle, manna e piccoli prodotti locali diventano strumenti attraverso i quali preservare un’economia agricola legata al territorio. È questa, probabilmente, la caratteristica più interessante dell’esperienza costruita dalla famiglia Di Garbo: non adattare le Madonie alla cucina, ma lasciare che siano le Madonie a decidere cosa arriva nel piatto. Un modello fatto di agricoltura biologica, stagionalità, recupero delle ricette familiari e tutela della biodiversità che dimostra come tradizione e innovazione non siano necessariamente due strade opposte. A Bergi possono invece incontrarsi. E avere il sapore del miele, delle mandorle, delle erbe raccolte nei campi e di quella cucina contadina che, reinterpretata senza perdere la propria identità, continua a raccontare una delle anime più autentiche delle Madonie.

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