“Castelbuono Cultura”, la Costituente boccia il nuovo modello: “Costi e gestione da chiarire”

Redazione

Cronaca - La nota

“Castelbuono Cultura”, la Costituente boccia il nuovo modello: “Costi e gestione da chiarire”
Il gruppo contesta l’impostazione scelta dall’amministrazione comunale per riunire sotto un’unica gestione musei, immobili e altri spazi culturali

16 Agosto 2026 - 10:37

La nascita della nuova istituzione “Castelbuono Cultura”, approvata dal Consiglio comunale lo scorso 28 luglio, finisce al centro delle critiche della Costituente. Il gruppo contesta l’impostazione scelta dall’amministrazione comunale per riunire sotto un’unica gestione musei, immobili e altri spazi culturali del paese e solleva dubbi soprattutto sulla sostenibilità economica dell’operazione.

Con la deliberazione del Consiglio sono state soppresse le istituzioni del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo” e del Museo Civico, facendone confluire funzioni e patrimonio nel nuovo organismo. Nel progetto rientra anche il Centro Polis, già soppresso con una precedente deliberazione dello scorso aprile. La Costituente valuta invece positivamente l’abbandono dell’ipotesi di creare un’Azienda speciale, soluzione sulla quale aveva già espresso perplessità, ma ritiene che anche il modello scelto presenti diversi punti da chiarire.

Dai musei al Castello, i dubbi sulla gestione

Uno dei principali rilievi riguarda la quantità e la diversa natura dei beni che saranno affidati a “Castelbuono Cultura”. Nell’elenco figurano, tra gli altri, il Museo Civico, il Museo Naturalistico, il Museo del Risorgimento e il Muvi, ma anche il Castello comunale con la Cappella Palatina, il complesso di San Francesco, Casa Speciale, Casina Castelli, la biblioteca comunale, l’ex carcere borbonico, la Torre dell’Orologio, l’ex cineteatro Le Fontanelle e altri immobili comunali.

Secondo la Costituente, mettere sotto un’unica struttura realtà con caratteristiche e finalità molto differenti potrebbe rendere più complessa la programmazione delle politiche culturali.

Un ulteriore interrogativo riguarda i costi del nuovo organismo. Il gruppo evidenzia che la struttura prevede un presidente del Consiglio di amministrazione, quattro consiglieri con gettone di presenza, un direttore generale, i responsabili culturale e scientifico dei due musei e i componenti dei comitati scientifici con rimborso spese. Da qui la richiesta di conoscere nel dettaglio l’impatto economico e la sostenibilità della nuova organizzazione.

Finanziamenti e risorse

La Costituente chiede chiarimenti anche sulla gestione dei finanziamenti già destinati ai singoli musei e sulla possibilità, per la nuova istituzione, di continuare ad accedere alle stesse linee di finanziamento. Secondo il gruppo, servirebbero inoltre regole più precise per stabilire come dovranno essere distribuite le risorse tra le diverse strutture e quali margini avrà il futuro direttore nella definizione degli interventi.

L’ultima contestazione riguarda i tempi. La Costituente ritiene poco opportuna la costituzione di un organismo così articolato a meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative, sostenendo che la fase di avvio potrebbe ricadere in larga parte sulla futura amministrazione. La posizione del gruppo è quindi quella di rivedere l’attuale impostazione di “Castelbuono Cultura”, chiedendo maggiori garanzie sulla gestione economica e organizzativa prima che il nuovo modello entri pienamente a regime.

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