Congresso Mondiale della Farmacia, Roberto Tobia rappresenterà l’Italia in Canada

Redazione

Sicilia by Italpress

Congresso Mondiale della Farmacia, Roberto Tobia rappresenterà l’Italia in Canada

26 Agosto 2026 - 16:00

PALERMO (ITALPRESS) – Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo, consigliere nazionale di Federfarma e delegato di Federfarma a Bruxelles quale dirigente di primo piano al Gruppo farmaceutico dell’Unione europea, rappresenterà l’Italia all’84esimo Congresso mondiale della Federazione internazionale farmaceutica della quale fanno parte 160 Stati che rappresentano l’80,5% della popolazione mondiale.

L’evento, in programma a Montreal, in Canada, da domani a mercoledì 2 settembre, avrà come tema principale “Un’unica salute, un’unica farmacia – Unire scienza, pratica e formazione” e vedrà la partecipazione di farmacisti, scienziati e accademici del settore farmaceutico, educatori e leader sanitari globali.

Lo scopo è quello di affrontare le sfide sanitarie, l’approccio integrato “One Health” e l’evoluzione della farmacia come centro di prossimità, e proprio a quest’ultimo proposito assumerà particolare rilevanza l’intervento di Roberto Tobia, che illustrerà le nuove funzioni affidate alla farmacia e al farmacista in Italia secondo il modello della “farmacia dei servizi” che è diventato un esempio per molti Paesi.

“Partendo dal fatto – spiega Roberto Tobia – che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha più volte espresso stima e gratitudine verso i farmacisti italiani, per il loro impegno e sacrificio durante la pandemia da Covid-19 e per il servizio essenziale reso alla collettività, proverò a evidenziare, rispetto ai modelli di farmacia prevalenti nel mondo, le novità del nuovo modello italiano che pone al centro la salute e il benessere del cittadino anche a costo di contrastare altre logiche, comprese le strategie commerciali che vari Paesi hanno già posto in essere. In Italia, infatti, le recenti riforme hanno reso ancora più forte il principio di una farmacia quale presidio del Servizio sanitario nazionale; presidio che garantisce, come prevedono gli articoli 3 e 32 della Costituzione, un servizio universale e universalistico, senza distinzione di ceto, di razza, di religione e di reddito. E’ questo il fondamento normativo che giustifica il controllo pubblico, la pianta organica e la programmazione territoriale delle farmacie. Addirittura la Corte costituzionale considera la tutela della salute un limite all’iniziativa economica privata in questo settore. Ciò ha un valore insostituibile rispetto a quei Paesi nei quali, invece, l’assistenza è garantita solo a chi può permettersi di rientrare nei sistemi assicurativi privati”.

“Infatti – prosegue Tobia – le farmacie di comunità, e in particolare modo le farmacie rurali, ancorché gestite da professionisti privati, in Italia sono presidi che svolgono una funzione pubblica per conto del Servizio sanitario nazionale, di cui sono parte integrante quali pilastri della medicina del territorio. Questo ruolo, assegnato loro dalle leggi vigenti, è di fondamentale importanza assieme a quello del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta, che svolgono una funzione pubblica integrandosi appieno con l’ospedale, l’Asp e la farmacia in quel connubio indissolubile che è la base della territorialità nel nostro Paese”.

Ed ecco le novità che sono diventate caso di studio a livello mondiale: “Così come – evidenzia Tobia – i medici di medicina generale si stanno evolvendo e ulteriormente integrando nel Servizio sanitario nazionale attraverso la riforma che li sta coinvolgendo nei poliambulatori pubblici, nelle Rsa e soprattutto nelle Case di comunità, analogamente il legislatore, attraverso varie riforme, ha ampliato le funzioni della farmacia italiana, aggiungendo servizi finalizzati a snellire le liste d’attesa e a portare sempre più la sanità sotto casa del cittadino. Servizi che, a differenza di altri Paesi dove rappresentano una mera attività commerciale, in Italia sono una funzione pubblica che va garantita, tant’è che è previsto che diventino prescrivibili dai Servizi sanitari regionali, anche in Sicilia”.

“La ‘farmacia dei servizi’ – ricorda Tobia – in Italia è diventata definitiva e strutturale grazie alla legge sulle Semplificazioni (numero 182 del 2025) e alla Legge di Stabilità 2026. La farmacia si trasforma così in un vero presidio sanitario di prossimità integrato nel Servizio sanitario nazionale. I nuovi servizi da offrire al cittadino sono espressamente indicati dalla legge: telemedicina, vaccinazioni, esami, screening, gestione delle cronicità e servizi digitali”.

“E’ chiaro – conclude Tobia – che un servizio pubblico come quello che offre la farmacia italiana garantisce al cittadino la giusta assistenza. L’iniziativa che in Italia, a mio parere, rafforza la sostenibilità delle farmacie di comunità è rappresentata dal progetto, portato avanti da Federfarma, volto alla creazione, anche a Palermo, di reti di farmacie indipendenti al fine di ottenere importanti economie di scala, innovazione tecnologica, efficienza nella digitalizzazione dei sistemi di gestione. Quindi, il cittadino può stare tranquillo: quando entra in una farmacia entra in una struttura che è parte integrante del Servizio sanitario nazionale e non in un negozio di prossimità”.

-Foto ufficio stampa Federfarma Palermo – Utifarma-
(ITALPRESS).

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