Scopre di non essere più proprietario della sua casa dopo la morte della moglie: tre indagati

Redazione

Cronaca - Le indagini della procura di Termini

Scopre di non essere più proprietario della sua casa dopo la morte della moglie: tre indagati
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il meccanismo utilizzato dagli indagati si basava su una serie di documenti ritenuti falsi

27 Ottobre 2026 - 09:37

Un presunto sistema di falsi testamenti, autocertificazioni mendaci e dichiarazioni di successione per impossessarsi di immobili appartenenti ad altre persone. È quanto hanno ricostruito i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, che ha portato al sequestro preventivo di diversi immobili nella provincia palermitana. Il provvedimento, disposto in via d’urgenza dalla Procura, riguarda beni riconducibili a un’inchiesta che vede tre persone indagate per truffa, false dichiarazioni e falsità in testamento olografo. Contestualmente ai sequestri, i militari della Guardia di finanza hanno eseguito perquisizioni nei confronti degli indagati.

Scopre di aver perso la proprietà della casa dopo la morte della moglie

L’indagine ha preso avvio dalla querela di un uomo che, dopo la morte della moglie nel gennaio 2025, aveva iniziato le pratiche per la successione ereditaria. Durante gli accertamenti, il vedovo aveva fatto una scoperta sorprendente: non risultava più proprietario di un immobile acquistato nel 1993 insieme alla moglie, in regime di comunione legale dei beni. Dalla documentazione era emerso che un uomo a lui completamente sconosciuto, oggi tra gli indagati, risultava essere diventato proprietario dello stesso immobile attraverso una dichiarazione di successione registrata nel maggio 2025, pochi mesi dopo la morte della donna. Una circostanza che ha spinto il vedovo a rivolgersi all’autorità giudiziaria, facendo scattare gli accertamenti della Guardia di finanza.

Il presunto raggiro: testamenti falsi e proprietà dichiarate per usucapione

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il meccanismo utilizzato dagli indagati si basava su una serie di documenti ritenuti falsi. Uno dei tre avrebbe prodotto un testamento olografo non autentico, attraverso il quale risultava nominato erede universale della propria madre. Lo stesso soggetto avrebbe inoltre presentato un’autocertificazione nella quale attestava, falsamente secondo l’accusa, che la madre aveva precedentemente acquisito per usucapione la proprietà di numerosi immobili. L’usucapione è un istituto giuridico che consente, al ricorrere di precisi requisiti di legge, di acquisire la proprietà di un bene attraverso il possesso continuato nel tempo. Sulla base di questi documenti, gli indagati avrebbero successivamente presentato all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni di successione e le relative volture catastali, facendo risultare nella propria disponibilità beni che, secondo gli inquirenti, appartenevano ad altri proprietari.

Diciotto immobili e diversi terreni nel mirino

Attraverso questo sistema, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza, i tre indagati sarebbero riusciti ad acquisire la disponibilità di 18 immobili e diversi terreni, facendo risultare formalmente un passaggio di proprietà fondato su documentazione ritenuta non veritiera. Gli investigatori ritengono che i beni avrebbero potuto essere successivamente rivenduti a ignari acquirenti, con il rischio di arrecare ulteriori danni ai legittimi proprietari e consentire agli indagati di ottenere ingenti profitti. Proprio per scongiurare questa eventualità, la Procura di Termini Imerese ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza degli immobili interessati. L’operazione rientra nell’attività di contrasto alle frodi patrimoniali condotta dalla Guardia di finanza a tutela dei cittadini.

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