Giudici di pace di Gangi e Polizzi a rischio, Liarda e Lo Pizzo chiamano in causa l’Unione. Iuppa: “Pronti ad agire”

Redazione

Cronaca - Presentato un ordine del giorno

Giudici di pace di Gangi e Polizzi a rischio, Liarda e Lo Pizzo chiamano in causa l’Unione. Iuppa: “Pronti ad agire”
Al centro della questione ci sono soprattutto la carenza di personale amministrativo e i costi di gestione

30 Ottobre 2026 - 09:18

Il futuro degli uffici del Giudice di pace di Gangi e Polizzi Generosa arriva sul tavolo dell’Unione dei Comuni delle Madonie. I consiglieri Vincenzo Liarda e Giandomenico Lo Pizzo hanno presentato un ordine del giorno per chiedere un intervento a tutela dei due presidi giudiziari, alle prese con difficoltà economiche e organizzative che rischiano di comprometterne la piena operatività. Non si è fatta attendere la risposta del presidente dell’Unione, Luigi Iuppa, che ha manifestato la disponibilità ad avviare iniziative istituzionali per garantirne il mantenimento. Al centro della questione ci sono soprattutto la carenza di personale amministrativo e i costi di gestione, attualmente sostenuti quasi esclusivamente dai Comuni che ospitano gli uffici. Una situazione che, secondo i due consiglieri, non può continuare a gravare soltanto sulle amministrazioni di Gangi e Polizzi Generosa, considerato che i servizi vengono utilizzati dai cittadini dell’intero comprensorio.

Con l’ordine del giorno, Liarda e Lo Pizzo chiedono che il Consiglio dell’Unione impegni il presidente e la Giunta ad avviare un confronto con i comuni interessati, il Tribunale di Termini Imerese, il Ministero della Giustizia e la Regione Siciliana. Tra le soluzioni proposte figura una convenzione d’area per ripartire equamente le spese e il personale amministrativo, oltre alla possibilità di prevedere un contributo economico diretto dell’Unione dei Comuni per il funzionamento dei due uffici. “La tutela degli Uffici del Giudice di Pace di Gangi e Polizzi Generosa non riguarda soltanto i due Comuni sedi, ma l’intera comunità madonita – sottolineano Liarda e Lo Pizzo – La loro eventuale chiusura comporterebbe un grave arretramento dei servizi ai cittadini e costringerebbe utenti e professionisti a rivolgersi esclusivamente alla sede del Tribunale di Termini Imerese, con evidenti disagi e maggiori costi”. Per i due consiglieri, la presenza degli uffici giudiziari rappresenta anche un elemento fondamentale nella lotta allo spopolamento delle aree interne, dove la progressiva riduzione dei servizi pubblici costituisce una delle principali criticità. Da qui l’appello a una maggiore condivisione delle responsabilità tra le amministrazioni locali.

La replica del presidente dell’Unione Luigi Iuppa arriva nel segno della disponibilità al confronto. “Prendo atto dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri Liarda e Lo Pizzo – afferma Iuppa – Riteniamo che i presidi di legalità sulle Madonie siano importanti, al pari degli altri servizi essenziali presenti sul territorio, dalle caserme alle strutture ospedaliere”. Il presidente assicura che, a seguito delle determinazioni del Consiglio dell’Unione, saranno valutate e promosse le iniziative necessarie per sensibilizzare gli altri sindaci del comprensorio, affinché possano collaborare maggiormente con i comuni di Gangi e Polizzi Generosa. “Sarà importante sensibilizzare i colleghi sindaci affinché possano cooperare maggiormente con i due comuni che ospitano gli uffici del Giudice di pace – spiega Iuppa – e avviare ogni possibile interlocuzione con il Ministero della Giustizia e con il Tribunale di Termini Imerese, nei limiti delle competenze del presidente dell’Unione”. Iuppa richiama inoltre le difficoltà finanziarie e organizzative degli enti locali, evidenziando come le risorse economiche e umane che i comuni possono destinare al funzionamento degli uffici giudiziari siano limitate: “La giustizia è una funzione fondamentale per i cittadini – conclude – ed è necessario agevolare tutti i percorsi affinché questi presidi siano effettivamente operativi sul territorio”. La questione passa adesso al Consiglio dell’Unione, chiamato a esaminare l’ordine del giorno e a valutare le iniziative da intraprendere.

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