Nel caos calmo della politica gangitana è arrivato il tempo delle scelte

Michele Ferraro

Politica

Nel caos calmo della politica gangitana è arrivato il tempo delle scelte

Nel caos calmo della politica gangitana è arrivato il tempo delle scelte
06 Marzo 2019 - 06:40

Oltre il buio un bivio. A camminare nella notte più scura della politica locale è Francesco Migliazzo, sindaco di Gangi eletto a furor di popolo con 4.366 preferenze su 4.649 votanti. Lista unica, strada spianata, unico avversario il quorum del 50% + 1 degli elettori, superato di 5 punti percentuali.

Dopo un anno trascorso serenamente cominciano i problemi. Le dimissioni di Nino Blando da assessore, poi quelle di Giovanna Farinella da capogruppo, fino alla mozione di sfiducia presentata dalla metà dei “suoi” consiglieri comunali nei confronti del presidente del Consiglio Roberto Domina a sancire una spaccatura senza precedenti fra i 12 ex alleati di Palazzo Bongiorno.

Al momento è ancora un caos calmo. Tutti in paese sanno cosa sta succedendo, nessuno però sa bene perché. La notte in cui è precipitato il progetto politico di “Siamo Gangi” è buia ma non è ancora tempestosa. Non un lampo di luce a svelare i disegni del cielo. Ed è forse questo, al di là dell’esito della mozione di sfiducia (cartina di tornasole di una crisi più profonda) il dato più preoccupante: il motivo vero, autentico, del black out della politica gangitana, si intuisce appena, nascosto com’è dietro ad un chiaro di luna.

In questo romanzo pieno di ipotesi e congetture manca il gesto dell’eroe, l’azione dirompente chi dovrebbe guidare la rotta politica ed invece si trova ad inseguirla. Nel buio il sindaco abbaia alla luna, nel comprensibile tentativo di tenere unito il branco. Mà è ormai troppo tardi. E’ tempo di scegliere. C’è un bivio e due strade, destinate ad allontanarsi progressivamente. Cosa farà il sindaco? Seguirà la nuova strada tracciata dai sei consiglieri “ribelli” o continuerà a calcare i passi di chi, per adesso, sopporta in silenzio.

La notte, si sa, nasconde le ombre. Ma verrà il giorno ad illuminare gli scranni di Palazzo Bongiorno ed a svelare, già nella prossima seduta del consiglio comunale, il vero volto di questa crisi. A proposito, da più di due mesi l’assemblea cittadina non si riunisce. Va convocata subito per verificare, nella trasparenza di un pubblico confronto, se ed in che modo è possibile andare avanti con questa consiliatura. Di certo ci ritroveremo con una maggioranza ed una opposizione, per capire chi siederà dall’una e chi dall’altra parte bisognerà attendere la presa di posizione del sindaco (o del suo vice).

 

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