Il tesoro del boss oggi simbolo di legalità: la cooperativa Verbumcaudo si allarga

Redazione

Cronaca - Polizzi Generosa

Il tesoro del boss oggi simbolo di legalità: la cooperativa Verbumcaudo si allarga
Nella scorsa assemblea deliberato l'ingresso del comune di Lercara Friddi

Il tesoro del boss oggi simbolo di legalità: la cooperativa Verbumcaudo si allarga

22 Giugno 2019 - 10:13

Presso l’aula consiliare del comune di Polizzi Generosa si è riunita l’Assemblea del Consorzio Madonita per la Legalità e lo Sviluppo. Durante l’assemblea è stata presentata la neo-cooperativa sociale “Verbumcaudo“, frutto di un lungo impegno e soprattutto di una scelta progettuale che hanno voluto e sostenuto i 19 sindaci dei comuni aderenti al consorzio: Alimena, Bompietro, Blufi, Castellana Sicula, Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Collesano, Geraci Siculo, Gangi, Lascari, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Polllina, Polizzi Generosa, Valledolmo, Scillato, Sclafani Bagni, San Mauro Castelverde. E l’ultimo in ordine di tempo, Lercara Friddi.

Alla cooperativa composta da 11 soci è stato affidato il feudo Verbumcaudo, azienda agricola biologica che si estende in 151 ettari, coltivata a grano antico siciliano, lenticchie, ceci, canapa, pomodoro siccagno, tra cui 8 ettari di uliveto e 5 ettari di vigneto sperimentale, dove sono state reimpiantate oltre trenta specie di vitigni autoctoni siciliani in via di estinzione. Inoltre all’interno dell’azienda trovano spazio rilevanti caseggiati rurali. Il feudo fu da prima sequestrato e poi confiscato definitivamente nel 1987 dal Giudice Giovanni Falcone al boss e capo indiscusso della cupola mafiosa siciliana Michele Greco detto il “papa”.

Il feudo Verumcaudo, da luogo di mafia dove si tenevano summit occulti di cosa nostra per decidere le strategie malavitose e le sorti di tanti onesti cittadini, diventa, oggi, luogo di sviluppo legale e di produzione di diverse eccellenze di prodotti alimentari, nonché luogo di riscatto per tanti siciliani onesti e prospettiva e speranza per le nuove generazioni. Una risposta concreta e tangibile nel processo di riutilizzo dei beni confiscati alla mafia per fini occupazionali , una buona pratica di sviluppo sostenibile e replicabile in altri beni confiscati.

“La conferma della bontà del nostro progetto è l’adesione di Lercara Friddi – dice il presidente del consorzio Vincenzo Liarda – Noi abbiamo realizzato quello che fu l’impegno e il coraggio del giudice Giovanni Falcone”.

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