Il ritorno dell’ex senatore Battaglia, mi candido a sindaco per Termini Imerese

Michele Ferraro

Politica - Elezioni amministrative 2020

Il ritorno dell’ex senatore Battaglia, mi candido a sindaco per Termini Imerese
Il messaggio termina con un appello al civismo, sintomo forse di scelte politiche di coalizione che tardano ad arrivare

Il ritorno dell’ex senatore Battaglia, mi candido a sindaco per Termini Imerese

26 Gennaio 2020 - 12:37

L’ex senatore Antonio Battaglia lancia ufficialmente la sua candidatura a sindaco alle prossime elezioni amministrative. Senatore della repubblica ininterrottamente per 5 legislature: quasi 20 anni, dal 1994 al 2013, dopo una pausa durata poco più del tempo di una legislatura, torna in campo proponendosi come candidato del centro destra per governare una città che “negli ultimi 15 anni ha subito un degrado assoluto sul piano economico, sociale, morale” questo uno dei passaggi centrali del suo discorso.

“Gestita in modo non consono, Termini è una città che ha perso la propria dignità. Ha perso il proprio primato territoriale, non è più punto di riferimento del circondario. Una città piena di immondizia – continua l’avvocato ex esponente di primo piano di Alleanza Nazionale – priva di illuminazione, una città consegnata alle sovrastrutture territoriali come area portuale, città metropolitana, area industriale, piegate ad interessi che non appartengono a noi.”

“Da sempre la nostra città è divisa da una dicotomia, termini turistica o termini industriale? La verità – ha dichiarato Battaglia – è che la scelta non è mai stata fatta dai precedenti amministratori che si sono solamente appiattiti alle scelte sovraccomunali.”

“Già 5 anni fa mi avevano chiesto fa di candidarmi, ma ho rifiutato – ma ho rifiutato – ora non posso tirarmi indietro. Termini Imerese è la città che in Italia ha il più altro numero di indagati per corruzione elettorale. Un dato che va messo insieme al degrado sociale economico”.

Da un canto quindi punta il dito sui precedenti amministratori ma subito dopo c’è la stoccata per il palazzo di giustizia e per la politica regionale: “Termini Imerese è una città sotto attacco dalla magistratura e dai poteri extracomunali. Data la situazione in molti hanno ritenuto di bussare alle mie spalle, da oltre 40 anni svolgo attività politica, ed a chi dice Sempre le stesse facce, non c’è niente di nuovo, ancora lui, rispondo: cosa ha portato il nuovo?”

“Oggi tutti sappiamo che se la città si lamenta di qualcosa non si lamenta di me, ma proprio di quello che doveva essere il nuovo. Bisogna ripartire, investire sul turismo, Termini città delle Terme era ed è il mio progetto. Investire su un porto turistico e non come adesso con un porto che rappresenta praticamente la discarica del porto di Palermo. Dobbiamo riappropriarci della nostra identità culturale, Himera e l’area archeologica di Buonfornello devono essere percepite come patrimonio della città.”

In fine l’appello ai termitani a candidarsi in consiglio comunale a sostegno della sua corsa per diventare primo cittadino. Un appello al civismo, sintomo forse di scelte politiche di coalizione che tardano ad arrivare.

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