Bloccati in Laos, Agostino e Chiara chiedono aiuto tramite i social

Marianna Lo Pizzo

Cronaca - Coronavirus

Bloccati in Laos, Agostino e Chiara chiedono aiuto tramite i social
Il viaggio di una vita trasformato in un incubo. Preoccupazione per la famiglia di origini gangitane

Bloccati in Laos, Agostino e Chiara chiedono aiuto tramite i social

27 Marzo 2020 - 15:49

Agostino Blando e Chiara Sapienza sono due ragazzi siciliani intrappolati in Laos. Intrappolati è il termine più adatto perché la pandemia ha fatto sì che il loro viaggio si trasformasse in un incubo. Bloccati al confine con la Cina, Vietnam, Thailandia e la Cambogia, insieme ad un gruppo di cinquanta italiani, tra cui bambini e persone più anziane, che non riesce a ripartire. Gli amici e i genitori hanno lanciato un appello sui social affinchè la Farnesina attivi dei voli di Stato per riportarli a casa.  A Vientiane, la Capitale che sta diventando il punto nevralgico di riunione degli europei bloccati, sono le 20 quando raggiungiamo al telefono Agostino, la cui famiglia, residente a Belpasso, è di origini gangitane.

“Capiamo la situazione in Italia, ma abbiamo bisogno di uscire dal Paese e di tornare a casa. Siamo in uno dei Paesi più poveri del mondo. Stanno chiudendo ristoranti e alberghi. Potremmo ritrovarci per strada da un momento all’altro con una sanità inesistente. L’aeroporto rimasto aperto fino ad oggi con qualche volo sporadico sarà chiuso a partire da domani. Abbiamo cambiato 18 voli in queste ultime settimane, tutti annullati. Una nostra connazionale è riuscita a raggiungere la Thailandia, ha trascorso una notte in carcere, pagato una cauzione di 1600 dollari ed è stata rimpatriata in Laos. Si trova nel nostro gruppo. Stiamo cercando di mantenere i nervi saldi e di aiutare chi ha più difficoltà con internet per contattare la famiglia”.

Sono schizzati inoltre i voli verso la Cina, raggiunti i ventimila dollari per un biglietto di sola andata verso una destinazione che non è certo possa portare in Italia. L’ultimo aereo da Vientiane parte questa sera e chi è riuscito a recuperare un biglietto non sa se riuscirà a non essere bloccato prima che arrivi in Italia. “Abbiamo contattato il Console e l’Ambasciata Francese perché non esiste quella italiana. Qui nessuno parla inglese e cominciano ovviamente ad esserci difficoltà con le mascherine, le norme igienico-sanitarie già sono carenti. La Farnesina non ci ha dato nessuna risposta al momento. Non vogliamo essere un peso,capiamo l’emergenza in Italia, vogliamo pagare un volo di Stato che possa riportarci a casa sani e salvi.”

Agostino ha la voce calma e pacata, con la fidanzata si erano regalati un viaggio che fosse un punto di partenza per ricominciare una nuova vita lavorativa. La stessa voce del padre Santo, volontario della Protezione Civile a Belpasso in provincia di Catania. “Stiamo contattando autorità e tutte le persone che possano aiutarci per riportare i ragazzi a casa. Dobbiamo farlo al più presto”.

Altre notizie su madoniepress

Autorizzazione del Tribunale di Termini Imerese N. 239/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana

Condirettore Responsabile Michele Ferraro

redazione@madoniepress.it