Parrucchieri, estetisti, bar e ristoranti: senza linee guida non si apre

Giuseppe Di Gesù

Regione - Verso il 18 maggio

Parrucchieri, estetisti, bar e ristoranti: senza linee guida non si apre
Musumeci accusa Roma: "Ancora nessun protocollo"

Parrucchieri, estetisti, bar e ristoranti: senza linee guida non si apre

15 Maggio 2020 - 13:26

Da oltre una settimana, i titolari di bar, ristoranti, parrucchierie e centri estetici stanno procedendo per riorganizzare la riapertura prevista per il 18 maggio. Dispositivi di protezione individuale, nuovi protocolli da seguire, ognuno di loro sta procedendo all’organizzazione della propria attività. Ma è ancora caos, perché, ieri la Regione avrebbe dovuto emanare l’ordinanza con la quale si dava il via libera a tantissime attività, proprio da giorno 18 maggio.

Il Presidente della Regione Nello Musumeci avrebbe dovuto definirla ieri sera ma da Roma non sono arrivate le indicazioni con i protocolli di sicurezza per ogni singola attività se non quelle dell’Inail che vengono bocciate senza appello dalla Regione siciliana e soprattutto, non è arrivato neanche in bozza il decreto Legge con il quale il governo demanda alle Regione alcuni poteri di riapertura differenziata in questa fase della Pandemia, che mostra dati molto diversi in diversi territori.

Diventa adesso una corsa contro il tempo, anche per permettere ai titolari di adeguarsi alle disposizioni che verranno inserite nell’ordinanza. Ma in caso di mancata apertura, si rischia di creare un danno enorme soprattutto ai ristoratori che già in questi giorni stanno pensando agli approvvigionamenti per la riapertura. In Sicilia, peraltro, si pensa a regole meno stringenti rispetto a quelle, previste dall’Inail e dalle bozze dei provvedimenti nazionali.

È certo che l’ordinanza introduca l’obbligo della mascherina in tutti i locali chiusi sia per gli operatori che per i clienti naturalmente con differenziazioni durante la consumazione in bar e ristoranti. Gli ingressi dovranno essere contingentati in relazione alle dimensioni dei locali, ma ci sono differenze tra la bozza siciliana e quella nazionale. In quella siciliana si parla di un metro e mezzo di distanza fra i tavoli dei bar e dei ristoranti (e non due o addirittura 4 metri) per consentire qualche coperto in più, niente plexiglas, e si invitano i comuni ad avvalersi delle norme nazionali e consentire l’uso degli spazi pubblici all’aperto in massa.

Per barbieri, parrucchieri e centri estetici, nell’ordinanza non ci sarebbe l’obbligo di inibire l’uso degli effetti personali. Alla luce del ritardo dell’ordinanza e delle linee guida, con appuntamenti già presi, si rischia di creare il caos nelle attività artigiane che hanno già programmato con appuntamenti l’attività lavorativa. L’ordinanza di Musumeci, poi, andrebbe anche un po’ oltre, facendo ripartire il Trasporto pubblico locale. Via libera a tutte le corse di autobus e treni all’interno della Regione, ma con l’indice di riempimento dei posti al 40% come già avviene sugli autobus urbani.

Ancora qualche settimana invece per lo step successivo, che dovrebbe prevedere la riapertura di palestre, spiagge e confini regionali per viaggiare da e per la Sicilia con giustificato motivo. Tutto questo, però, sarà al centro della Conferenza Stato Regioni di oggi nella speranza che si esca dall’impasse con una trattativa che si annuncia difficile a fronte di regole varate “da ragionieri che operano con il metro” ma senza valutare la fattibilità

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