Uso dell’auto del comune per fini personali: indagato il sindaco Cicero

Redazione

Cronaca - Dalla procura

Uso dell’auto del comune per fini personali: indagato il sindaco Cicero
Peculato e abuso di ufficio. Sono queste le accuse fatte dalla procura di Termini Imerese al sindaco di Castelbuono

Uso dell’auto del comune per fini personali: indagato il sindaco Cicero

22 Luglio 2020 - 09:16

Peculato e abuso di ufficio. Sono queste le accuse fatte dalla procura di Termini Imerese al sindaco di Castelbuono Mario Cicero. Lo scrive il Giornale di Sicilia. Secondo gli investigatori, coordinati dal Procuratore termitano Ambrogio Cartosio, il primo cittadino madonita avrebbe utilizzato l’auto blu per una visita istituzionale, poi trasformata in un viaggio di piacere in compagnia della compagna Concetta Conoscenti, che è consigliere comunale.

Nel corso della pandemia il sindaco, sempre secondo quanto sostenuto dalla Procura, avrebbe utilizzato l’auto blu anche per fare la spesa. Tra le accuse mosse a Mario Cicero anche la rimozione senza autorizzazione da parte della sovrintendenza di alcune pietre dal castello medievale che sovrasta il paese. Per questo reato sarebbero indagati anche i titolari dell’impresa che ha eseguito i lavori. Era da tempo che la procura indagava sull’uso dell’auto blu a fini privati. Indagine rallentata dall’emergenza sanitaria e che poi ha avuto un’accelerazione dopo la denuncia di numerosi cittadini. Cicero sarebbe stato così fotografato mentre caricava la spesa sull’auto.

Ma i Carabinieri seguivano il sindaco già da tempo, da quando un meccanico castelbuonese residente a Torino regalò al Comune una Bmw. L’uomo venne interrogato dai militari per capire il perchè di quel regalo. Al centro dell’indagine anche un viaggio tra Lazio, Piemonte e Veneto. Fu un consigliere di minoranza a denunciare questo viaggio fatto con l’auto di rappresentanza. Intanto i Carabinieri indgavano anche sullo spostamento delle pietre del Castello denunciando il sindaco e i due soci della Eco Edil Srl. “Sono tranquillo – dice Cicero al Giornale di Sicilia – l’inchiesta è un atto dovuto. Per quanto riguarda le pietre, non sono patrimonio monumentale, erano abbandonate in un versante del castello in stato di degrado, con immondizia e topi, noi le abbiamo salvaguardate”.

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