I 100 anni dell’acquisizione del Castello dei Ventimiglia, se ne parla a Castelbuono

Giorgio Vaiana

Cronaca - Il convegno

I 100 anni dell’acquisizione del Castello dei Ventimiglia, se ne parla a Castelbuono
Sabato 19 settembre alle ore 18 presso la Sala Morici del Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo

I 100 anni dell’acquisizione del Castello dei Ventimiglia, se ne parla a Castelbuono

15 Settembre 2020 - 17:25

Nell’ambito delle attività previste per il centenario dell’acquisizione del Castello dei Ventimiglia da parte dei Castelbuonesi e del progetto L’asta del 1920, al Museo Civico di Castelbuono il convegno dal titolo 100 anni dall’acquisto del Castello che si svolgerà a partire dalle ore 18 presso la Sala Morici del Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo, con la partecipazione di Martino Spallino e Angelo Ciolino, curatori dell’incontro. Tra i relatori del pomeriggio di studi, moderato da Laura Barreca, direttrice del Museo Civico di Castelbuono: Maria Rosa Sossai, curatrice del progetto L’asta del 1920, Angelo Cucco, antropologo e collaboratore dello stesso progetto e Giuseppina Pisciotta Tosini, ordinario di Diritto Agrario, Università degli Studi di Palermo.

Il convegno è stato pensato come un’occasione importante per approfondire alcuni aspetti inerenti l’acquisto del castello da parte dei Castelbuonesi, avvenuto un secolo fa. Gli interventi riguarderanno l’analisi dei diversi ambiti specifici che hanno caratterizzato lo storico avvenimento. Martino Spallino esaminerà in chiave storica, economica e culturale la realtà castelbuonese nel primo ventennio del XX secolo, al tempo della sindacatura di Mariano Raimondi, mentre Angelo Ciolino prenderà in considerazione i momenti cardine che hanno portato all’acquisto del castello, ovvero la raccolta fondi popolare e l’asta pubblica.

Partendo dalla vicenda storica dell’acquisto in oggetto, Giuseppina Pisciotta Tosini proporrà una lettura giuridica del fatto storico al fine di attribuire al Castello dei Ventimiglia una natura e un regime giuridico appropriati e cioè capaci da una parte di rispondere alle peculiari motivazioni dell’acquisto e dall’altra di perseguirne le finalità. L’aspetto antropologico sarà invece affrontato da Angelo Cucco il quale parlerà di Sant’Anna (di cui il Castello dei Ventimiglia è considerato la “casa” in quanto la cappella a lei dedicata conserva la sacra reliquia della madre della Madonna) come figura religiosa e identitaria di Castelbuono, dando così una lettura del culto come espressione autentica della comunità. Infine la curatrice Maria Rosa Sossai discuterà di come il bene comune, di cui l’acquisizione del castello dei Ventimiglia da parte dei Castelbuonesi è uno dei primi esempi in Italia, non è mai un dato acquisito ma è un processo che continua nel tempo e che contribuisce in modo determinante a rafforzare il senso di appartenenza e di unità di una comunità.

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