Voto di scambio alle regionali, l’11 marzo a Termini inizia il “maxiprocesso”

Michele Ferraro

Politica - Operazione Voto Connection

Voto di scambio alle regionali, l’11 marzo a Termini inizia il “maxiprocesso”
Udienza al Cinema Eden per 87 indagati, fra cui i deputati regionali Cordaro, Caputo, Aricò, l’ex sindaco di Termini Imerese Giunta e di Gangi Ferrarello

Voto di scambio alle regionali, l’11 marzo a Termini inizia il “maxiprocesso”

20 Gennaio 2021 - 13:47

Sindaci, deputati, assessori, ex sindaci, in totale sono 87 le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’operazione “voto connection” partita l’indomani delle ultime elezioni regionali. Praticamente il primo vero “maxiprocesso” istruito contro il fenomeno della corruzione elettorale per presunti episodi di voto di scambio tutti verificatisi proprio in occasione della celebrazione delle elezioni regionali del 2018. Troppi gli indagati per procedere con una udienza in Tribunale, così Il giudice di Termini Imerese ha convocato tutti al Cinema Eden di Termini Imerese, per adesso chiuso a causa del Covid -19, ma sufficientemente grande per accogliere in sicurezza e nel rispetto delle norme sul distanziamento magistrati, imputati, avvocati, cancellieri e personale di polizia.

Giovedì 11 marzo il gup Valeria Gioeli deciderà l’eventuale rinvio a giudizio o la celebrazione dei riti abbreviati nel procedimento denominato “Caputo Salvatore + 86”. Fra gli indagati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio figurano l’assessore regionale Toto Cordaro, i deputati regionali Mario Caputo ed Alessandro Aricò, il sindaco di Bagheria Filippo Tripoli,  gli ex sindaci di Termini Imerese Francesco Giunta e di Gangi Giuseppe Ferrarello ed anche l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro.

Originariamente gli indagati erano addirittura 96, alcune posizioni sono state stralciate, per altre è stata chiesta l’archiviazione come per Gioacchino Sanfilippo di Trabia perché il fatto non sussiste, e per Giuseppe Di Blasi di Termini Imerese, per infondatezza della notizia di reato.

Tre gli enti pubblici individuati come parte offesa che potranno scegliere se costituirsi parte civile: la Regione Siciliana, il Comune di Termini Imerese ed il Comune di Gangi.

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