Gangi e Geraci Siculo senza telefono e internet: “Situazione da terzo mondo”

Fabio Di Gangi

Cronaca - Il caso

Gangi e Geraci Siculo senza telefono e internet: “Situazione da terzo mondo”
Il sindaco di Geraci Siculo ha già scritto 4 volte al Prefetto

21 Giugno 2022 - 15:59

Niente telefono e internet: Geraci Siculo e Gangi in ginocchio e isolate da giorni. Sono tantissime le segnalazioni che ormai da ore stiamo ricevendo dai nostri lettori. Segnali deboli e connessione assente in varie zone dei due paesi madoniti. Una situazione incresciosa che, ormai, nel 2022, è divenuta inaccettabile. Tuona Luigi Iuppa, primo cittadino di Geraci Siculo: “Circostanza tragica e imbarazzante. Ormai da tempo siamo costretti a convivere con questi disagi che attanagliano il nostro territorio, siamo stati abbandonati. Le nostre attività produttive stanno subendo danni incalcolabili e i nostri anziani lasciati soli, dato che anche i telefoni fissi non funzionano. Ho già scritto quattro lettere al Prefetto e ai vertici Telecom chiedendo di fissare un incontro il prima possibile. Stiamo ancora attendendo notizie. Qualcuno deve fornirci spiegazioni adeguate e risolvere le criticità in tempi brevissimi. Come possiamo parlare di ripopolamento dei borghi e di smart working se ci troviamo in condizioni penose e da terzo mondo”?

Lancia l’allarme anche Don Giuseppe Amato, parroco di Gangi: “Come spesso accade, è da due giorni che la connessione su Gangi, almeno in zona Spirito Santo, è gravemente compromessa. Contattata la Tim, risponde una voce registrata dicendo che nella zona ci potrebbe essere un guasto e che verrà risolto senza indicare tempi e modalità. A parte il fatto che continuiamo a pagare servizi non forniti, sarebbe ora di intentare una class action contro Tim”. Ironici i post e i commenti dei cittadini su Facebook: “Comunicheremo con i segnali di fumo, come gli Indiani”. Anche il neosindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, ha così commentato: “Impossibile bloccare le attività produttive. Fatti incresciosi che saranno attenzionati alle società che gestiscono la rete”.

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