Unione Madonie, statuto modificato ma rimangono le dimissioni di Ficile

Redazione

Politica - Gestione di fondi Snai

Unione Madonie, statuto modificato ma rimangono le dimissioni di Ficile
Con 61 voti su 61 presenti l'assemblea dell'Unione Madonie ha approvato la modifica dello statuto richiesta dalla Regione

05 Febbraio 2024 - 09:54

Alla fine l’attesa modifica dello Statuto dell’Unione dei Comuni delle Madonie è arrivato. Nella seduta di mercoledì scorso il Consiglio dell’Unione con 61 voti favorevoli su 61 consiglieri presenti, è stata approvata la modifica che consente all’Unione di ottenere il riconoscimento di organismo intermedio, capace quindi, per delega della Regione Siciliana, di poter gestire direttamente le progettualità e i fondi della Snai. I 61 voti, 9 più del quorum (52 voti) pari ai due terzi dell’intero organo assembleare, composto da 78 consiglieri comunali dei 26 comuni aderenti.

Risolto il nodo burocratico rimane in pieni quello “tecnico – politico” legato alle dimissioni di Alessandro Ficile che, raggiunto dalla nostra redazione, ha confermato a chiare lettere le dimissioni dal ruolo di direttore tecnico. Adesso i vertici dell’Unione dovranno individuare al più presto un sostituto.

Intanto, la vicenda delle dimissioni di Ficile ha scatenato un polverone politico. Da un canto tre consiglieri dell’Unione, Gianpiero Caldarella, Anna Maria Cangelosi, Gaetano Frugolino hanno firmato una lettere di fuoco nei confronti dell’amministratore unico di SoSviMa: “Le modalità delle dimissioni di Ficile lasciano non pochi interrogativi per il loro sapore squisitamente politico – affermano i tre consiglieri – desumibile sia dalla immediata pubblicazione della notizia sui siti di informazione locale, rendendo in tal modo pubblica la sua decisione, sia per quello che scrive quando afferma che ci sarebbe “mancata consapevolezza di tanti consiglieri dell’Unione che non riescono a trovare il tempo da dedicare alla partecipazione ad un’adunanza”. Un tentativo, non tanto velato di fare ricadere la responsabilità di un fatto che non ha nulla di irreparabile, essendo ancora all’interno dei tempi utili, sui Consiglieri dell’Unione, quindi sul Presidente dell’Unione e sul Presidente del Consiglio dell’Unione
che non avrebbero avuto l’autorevolezza di far quadrare i numeri. E, in ultima analisi, ai Sindaci che non hanno saputo precettare i propri Consiglieri, come se ogni Consigliere non avesse autonomia di pensiero e libertà di azione.

Ancora, secondo i tre consiglieri comunali si sarebbe da parte di Ficile: “un attacco all’attuale gestione dell’Unione dei Comuni, utilizzando come unico argomento una perentorietà delle scadenze non dimostrata. “Di che natura è l’azione dell’amministratore unico di So.Svi.Ma. Alessandro Ficile? È di natura tecnica o politica? – si chiedono in una lettera aperta Caldarella, Cangelosi e Frugolino. “Verrebbe da dire la seconda – continuano i tre – in quanto mai un dirigente tecnico di un Comune o di altri enti si è dimesso perché un organo politico non abbia approvato un ordine del giorno. Pertanto queste dimissioni hanno il sapore di strattonata nei confronti dei Sindaci, camuffata da richiamo ai Consiglieri che dovrebbero a suo dire “acquisire piena consapevolezza… sull’importanza del ruolo che essi ricoprono e sulla necessità di dover assicurare un maggiore impegno ed una maggiore presenza”. Poi la sferzata finale che è un attacco frontale al manager madonita: “Un’ulteriore riflessione critica su quanto è stato fatto fino ad oggi è necessaria. La questione fondamentale sono i soldi che si vanno ad amministrare, ingenti risorse che da anni piovono sulle Madonie: SNAI-Strategia Nazionale Aree Interne, PNRR, FESR, fondi regionali, nazionali ed europei che avrebbero dovuto già da tempo far registrare un’inversione di tendenza allo spopolamento. Invece i risultati, come dimostrano i dati demografici dell’ISTAT, tardano ad arrivare e il fatto che tutte le aree interne soffrano questo problema non può diventare un alibi”

Di tutt’altra natura il commento dell’assessore di Polizzi Generosa Gaetano Bellavia che non risparmia critiche ai tre consiglieri estensori della “lettera di censura” nei confronti di Ficile: “Fa specie leggere di alcune farneticanti dichiarazioni di consiglieri che invocano “una forte assunzione di responsabilità degli organi politici dell’Unione” che loro stessi hanno scelto e votato –  scrive Bellavia. – Continuare a ritenere che il punto siano le dimissioni del coordinatore tecnico Ficile senza affrontare il nodo di una adeguata gestione politica della fase in atto è solo guardare dal buco della serratura. C’è un tema più grande, complesso e aggiungo inedito che si chiama riconoscimento di organismo intermedio dell’Unione dei Comuni. Questo attiene alle scelte strategiche che la governance politica del territorio deve assumere con un profilo unitario e non burocratico notarile, altrimenti la partita è persa. L’amministrazione comunale di Polizzi intende lavorare ad un impostazione con questo profilo e per questo abbiamo posto il tema che mi pare sia evidente a tutti anche per la sua criticità . Viceversa il resto è immiserire la discussione con argomentazioni inesistenti facendo danno al territorio, altro che responsabilità. Ogni giorno che passa è tempo bruciato.”

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