PALERMO (ITALPRESS) – Un Ddl bipartisan che introduce tutele concrete e percorsi di reinserimento sociale per chi decide di recidere i legami con la mafia. Questo il cuore di ‘Liberi di scegliere’, provvedimento nato dal lavoro della Commissione Antimafia e che punta a trasformare in legge un protocollo che ha già superato una prima fase di sperimentazione. L’incontro, ospitato dalla storica cornice del Palazzo Branciforte di Palermo, è stato promosso dalla Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli e aperto proprio dal suo presidente, Fabio Tricoli, che ha da subito ricordato come la concretezza del provvedimento sia elemento cruciale nella sua operatività ma anche nel ricordo, alla vigilia del 23 maggio, di Giovanni Falcone: “Voglio esprimere la mia profonda gratitudine per aver pensato alla fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli per una giornata che richiama alla cultura della legalità e all’impegno antimafia. Una giornata che ha il pregio di ricordare Giovanni Falcone, non con una commemorazione ma con un gesto concreto di politica giudiziaria – ha sottolineato Tricoli -. Il disegno di legge riesce a combattere la mafia colpendo la subcultura stessa delle cosche. Un progetto che dimostra come politica e magistratura, quando collaborano, possano compiere atti di civiltà contro la violenza mafiosa. Si tratta di un modello da replicare, con lo scopo di far fronte comune contro la mafia”.
Diverse le personalità presenti a Palazzo Branciforte a sostegno dell’incontro e del disegno di legge, tra queste anche Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia intervenuta sull’efficacia delle misure studiate dal progetto di legge che, come ricordato dalla stessa Colosimo, verrà presentato martedì 26 presso la Camera per la sua votazione: “In questi anni ho sviluppato un legame speciale con Palermo e con l’anniversario del 23 di maggio, ed è per questo che in questa sede lancio l’appello alle giovani generazioni di non cadere nelle mani della criminalità organizzata, respingendo quello che ha già soffocato questa città. Questo Ddl è calendarizzato alla Camera per martedì 26, questo significa che è vicino ad essere approvato almeno dal primo ramo del Parlamento. Si tratta di una notizia straordinaria – sottolinea – , perché tutti i gruppi parlamentari hanno approvato questo progetto di legge senza dividersi e poi perché questa legge accompagna un percorso culturale. Il senso – ha concluso Colosimo – è quello di dire ai più giovani e alle loro madri che esiste un’alternativa alla criminalità, data dallo Stato con una tutela che consentirà a donne e bambini di ricominciare in libertà con una nuova vita”.
A prendere la parola anche Carolina Varchi, capogruppo FDI in Commissione Giustizia e moderatrice dell’incontro: “Una proposta trasversale condivisa da tutti i partiti e che prova la presenza dello Stato. La mafia non è un destino ineluttabile, chi nasce in un certo contesto può uscirne. Sono previste misure di protezione personale e sostegno economico per tutte le donne che con i loro figli vogliono lasciare quella strada senza uscita, operando una scelta di libertà. Questa legge – ricorda – prevede un comitato scientifico di controllo, che monitorerà tutti i casi in cui questa legge verrà applicata e le loro evoluzioni. Una legge organica e ben strutturata, che ha il merito di trarre spunto dalle buone prassi di alcuni tribunali per i minorenni in Italia”. In conclusione anche Raoul Russo, senatore componente della Commissione Antimafia, ha voluto porre l’attenzione sulla fase di sperimentazione fatta prima di far diventare questa proposta un vero e proprio Ddl: “Nel 2017 si è iniziato questo percorso con un protocollo fatto dalla procura dei minori di Reggio Calabria e poi esportato in altri tribunali italiani. La sperimentazione è stata molto positiva – ha detto Russo -, serviva a questo punto una norma che codificasse questa prassi a livello nazionale e che rappresentasse un segnale importante verso coloro i quali vogliono sottrarre i loro figli dalla morsa delle famiglie mafiose”. Inoltre, Russo ha anche disegnato i contorni di un “progetto di legge che non si occupa esclusivamente della parte interdittiva della lotta alla mafia, ma va a completare la capacità di fermare le organizzazioni criminali nel reclutamento dei suoi attori, soprattutto dei giovani”.
– foto xi6/Italpress –
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